La prima casa di legno (a km zero) certificata

Perugia, 10 Gennaio 2011 – Gli abitanti della Val Pesarina hanno avuto modo di apprezzare la bontà del progetto fin dai suoi primi passi: non capita oramai più di vedere una casa costruita con legname interamente locale, adattando il progetto al legno che si ha a disposizione e non viceversa.

Ora questo esempio di “buona pratica” avrà eco nazionale e internazionale: il progetto di casa di legno ecosostenibileSa Di Legno®”, realizzato a Sostasio di Prato Carnico (Udine) dall’ingegner Samuele Giacometti, ha ottenuto la certificazione di progetto Pefc (lo schema di certificazione forestale più diffuso al mondo).

È la prima volta in Italia che un progetto ottiene questo tipo di certificato. E la terza nel mondo (i primi due sono stati concessi a una casa e una scuola realizzate in Spagna). Il prestigioso riconoscimento permette al suo progettista di dare garanzia che i 140 metri cubi di legname utilizzati per la costruzione della sua casa provengano al 100% da foreste gestite in maniera sostenibile secondo i rigidi standard internazionali fissati dal Pefc.

Ma c’è di più: nel caso della costruzione realizzata da Giacometti, non solo è possibile garantire la quantità di legno certificato Pefc è stato utilizzato, ma anche conoscere da quale ceppo arriva ogni singola trave, listello o tavola usata (dal tetto fino al pavimento, pareti incluse). Per la costruzione sono stati usati legni di abete e larice provenienti dai boschi certificati Pefc dell’Amministrazione beni frazionali di Pesariis, a 11 km da dove è costruita la casa.

Il valore del certificato di progetto – spiega Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia – risiede proprio in questo: è una attestazione di verità di un fatto, verificata da un organizzazione “terza” (cioè indipendente da chi fa quella dichiarazione), che permette di tracciare la provenienza del legname utilizzato per le proprie costruzioni, trasferendo al consumatore finale l’importante messaggio dell’origine corretta e sostenibile della gestione del bosco d’origine”.

Il logo Pefc avrà inoltre il vantaggio di divulgare in Italia e nel mondo questa buona pratica e questo straordinario esempio di valorizzazione di professionalità e di legname locale proveniente da una gestione sostenibile. L’Ing. Giacometti su questo punto ha commentato: “Con questo progetto si evidenzia che sono “a km 0” non solo il legno, ma anche le decine di artigiani e professionisti coinvolti nel processo di trasformazione dal “legno pianta” in “legno casa” e “legno arredamento” (dalla scelta al taglio delle piante fino ad arrivare alla posa in opera)!

Un riconoscimento anche per il territorio friulano, nel quale il progetto è nato ed è stato trasformato in realtà: il Friuli Venezia Giulia infatti è, dopo Trentino e Alto Adige, la regione con la maggiore superficie forestale certificata (75mila ettari su 300mila totali, pari al 25% dei boschi regionali). In Italia, la percentuale di boschi certificati PEFC si attesta all’8,5% (748.879 ettari certificati su una superficie boscata totale di 8.759.200 ettari).

Con il suo progetto, l’ingegner Giacometti ha trovato un terreno ricettivo nel settore forestale e nei professionisti locali, frutto di anni di investimenti sulla valorizzazione della filiera del legno da parte del Servizio foreste della Regione, della cooperativa Legno Servizi e dell’Associazione regionale Pefc”, sottolinea Enore Casanova, presidente dell’Associazione Regionale Pefc Friuli Venezia Giulia, l’organizzazione locale riconosciuta dal Pefc Italia che promuove lo schema di certificazione forestale a livello regionale.

Non va poi dimenticato un ultimo, cruciale, aspetto: a parità di legno certificato, scegliere materiali provenienti dallo stesso territorio in cui si intende costruire, è un aiuto enorme per l’ambiente. Lo studio svolto in collaborazione con la Dott.ssa Caterina Rinaldi del “Laboratorio LCA & Ecodesign” dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile) di Bologna, e della Dott.ssa Tamara Giacometti, tesista magistrale dell’Università di Urbino, ha permesso di dimostrare attraverso dati quantitativi e sulla base di un approccio scientifico rivolto all’intero ciclo di vita, la sostenibilità del legno utilizzato nel progetto Sa Di Legno. Per quanto riguarda l’effetto serra, il confronto con una struttura comunemente utilizzata, trattata cioè con impregnante e con legno proveniente da una distanza di circa 1.000 km, evidenzia per il progetto “Sa Di Legno” un beneficio ambientale (un risparmio delle emissioni di inquinanti gassosi) pari al 20%.

Al progetto sono stati assegnati anche importanti riconoscimenti come il CasaClima Award 2010, dall’Agenzia CasaClima di Bolzano, e la Bandiera Verde 2010 da Legambiente.

Questo progetto dimostra come sia possibile dare concretezza ai concetti di ‘sostenibilità’ e ‘filiera corta’, usando risorse professionali e artigiane locali, generando un’economia locale positiva, valorizzando ovviamente le risorse forestali del territorio. Un esempio virtuoso che dovrebbe essere applicato a livello globale”, conclude Antonio Brunori.

Ufficio Stampa Pefc

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