Filtri al biossido di titanio per riqualificare l’acqua del fiume Roncajette

Padova, 10 marzo 2010TiO2, ovvero biossido di titanio, ecco la formula magica che potrebbe permettere di migliorare la qualità dell’acqua del fiume Roncajette. Questo l’obiettivo di una task force ad alta tecnologia messa in campo da Fondazione Fenice, Istituto di Chimica Inorganica e delle Superfici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICIS-CNR), Acegas e Comune di Padova per abbattere l’incidenza di agenti inquinanti presenti nelle acque del canale.

Obiettivo non di poco conto se pensiamo che il tratto finale del Bacchiglione, sotto il nome di Roncajette, lambisce un ampio tratto del territorio comunale a Sud-Est, attraversando poi Ponte San Nicolò, Casalserugo, Bovolenta e Pontelongo prima di confluire nel Brenta e poi nell’Adriatico. La presenza di sostanze inquinanti dunque è un problema, dovuto all’attraversamento di centri urbani, che valica i confini cittadini e rispetto al quale ricerca e innovazione possono fare molto. La soluzione arriva dalla chimica: si chiama biossido di titanio.

Questa sostanza, usata anche nell’industria alimentare e cosmetica, a differenza di altri trattamenti di purificazione non “trasferisce” gli agenti inquinanti ma li trasforma chimicamente grazie alla sua attività fotocatalitica. Ovvero? In sostanza, esposte alla luce, le molecole dei biossido di titanio tendono a degradare i composti chimici organici inquinanti e maleodoranti convertendoli in acqua e anidride carbonica. Al momento il processo è in fase sperimentale: campioni di acqua prelevati al Parco delle Energie Rinnovabili Fenice – sull’isola di Terranegra – saranno trattati nella sede del Cnr.

Attualmente stiamo predisponendo test per la verifica della sua attività rispetto a inquinanti reali – spiega Gilberto Rossetto dell’Icis-Cnr – e in sistemi in condizioni di flusso continuo. Se anche in questa fase i risultati saranno positivi, il principio potrà essere applicato su scala industriale. Il progetto prevede infatti la collocazione di un impianto pilota, costituito da filtri speciali a valle del depuratore di Ca’ Nordio, auspicando anche la realizzazione di economie di scala sulle spese di gestione“.

Si tratta di un progetto di riqualificazione delle acque – commenta l’assessore Mauro Bortoli – che si inserisce nel più ampio disegno di implementazione del sistema fognario e della rete idrica padovana. Un tema complesso e prioritario per la città che anche la tecnologia e la ricerca, come in questo caso, possono contribuire a risolvere.”
Ufficio Stampa Fondazione Fenice
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