Gli esperti: “il 2013 sarà un anno caldissimo”. Colpa dei cambiamenti climatici?

Siamo nel cuore dell’inverno ed è probabile che alcuni di voi trovino un po’ fuori luogo un post che parla di “caldo”. Ma tant’è, questa è la notizia: il Met Office, l’ufficio meteorologico inglese, nella sua tradizionale previsione per il nuovo anno, ha sostenuto che il 2013 porterà un aumento medio della temperatura globale e che tale aumento supererà il mezzo grado Celsius. Siamo di fronte ad una conseguenza dei cambiamenti climatici?

I dati diffusi dal Met Office costituiscono una sintesi tra le ricerche interne all’istituzione londinese e quelle condotte da altri importanti istituti meteorologici: University of East Anglia, Nasa Goddard Institute of Space Studies e US National Oceanic and Atmospheric Administration. E inducono a pensare che il 2013 sarà più caldo del 2012 (che si è piazzato al nono posto nella classifica delle annate più calde degli ultimi 160 anni, con un aumento medio della temperatura globale di 0,45 C), nel rispetto di un trend che sembra ormai consolidato. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, infatti, undici dei dodici anni più caldi della storia si sono collocati tra il 2001 e il 2012. E il 2013 proseguirà, appunto, in questa scia.

Ma cosa significa “aumento medio della temperatura globale”? Che farà più caldo?

In realtà, non è detto. O meglio, non sarà così ovunque: l’aumento della temperatura non interesserà le diverse aree geografiche allo stesso modo e nelle stesse proporzioni. Il dato di fatto, però, è che la Terra si sta riscaldando: perché? È davvero colpa degli uomini? Secondo gli scienziati del Met Office, lo è in parte: infatti, se da un lato il clima è caratterizzato da variabilità e cambiamenti del tutto naturali e indipendenti dalle azioni umane, dall’altro le emissioni di gas serra prodotte dall’uomo stanno interferendo con il suo andamento, condizionandolo.

Insomma, sarebbe doverosa una riflessione sul tema dell’impatto delle attività umane sul clima, oltre che sull’ambiente. Anche perché tra le conseguenze del surriscaldamento del Pianeta ci sono fenomeni estremi e distruttivi quali uragani (tutti ricorderete Sandy, che ha colpito la costa orientale gli Stati Uniti solo un paio di mesi fa) e periodi di siccità prolungata.

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