Mandevilla e dipladenia: conosci la differenza? Come riconoscere e distinguere le piante rampicanti più belle

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Mandevilla e dipladenia sono piante tropicali molto simili, ma si tratta di due specie botaniche differenti. Ecco tutte le differenze e come riconoscerle.

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Mandevilla e la dipladenia sono piante tropicali, ornamentali e sempreverdi dalle continue fioriture colorate e profumate. Molto apprezzate nei giardini, queste piante amano il sole, e mal sopportano il freddo e il gelo. Sembrano uguali, ma in realtà si tratta di due specie botaniche differenti; scopriamo le principali differenze tra mandevilla e dipladenia. (Leggi anche: Dipladenia: come coltivare, potare e prendersi cura della mandevilla)

Mandevilla e dipladenia: origine

Il genere mandevilla comprende moltissime specie originarie dell’Argentina, del Messico, del Brasile e dell’India. Questa specie cresce spontanea nelle foreste tropicali, dove tendono a svilupparsi sotto le chiome di alberi molto grandi.

Mandevilla e dipladenia sono state per lungo tempo associate; infatti, per diversi anni al genere mandevilla veniva fatta rientrare anche la dipladenia, ma oggi quest’ultima appartiene a un genere botanico differente. Il motivo di tutto ciò è dovuto alla forte somiglianza tra queste piante sia nei fiori sia nelle foglie.

Differenze

dipladenia

©Martinaunbehauen/123rf

Nonostante la somiglianza, mandevilla e dipladenia sono due piante diverse. Per distinguerle basta osservare alcune delle loro caratteristiche principali, come:

  • foglie: la mandevilla ha foglie di grandi dimensioni e con nervature molto evidenti, mentre la dipladenia ha foglie piccole, lisce, coriacee e lucide.
  • fiori: la mandevilla ha dei fiori più grandi, mentre quelli della dipladenia sono leggermente più piccoli
  • altezze e lunghezze: le dipladenie hanno una crescita più moderata e contenuta, mentre le mandeville adulte possono anche raggiungere e superare i 4 metri.

In entrambi i generi i fiori spuntano lateralmente con grosse corolle a campana, con una lunga gola e cinque petali sovrapposti. Per quanto riguarda il fusto, invece, appare legnoso con radici tuberose; le foglie quando si spezzano rilasciano un lattice che può provocare irritazioni cutanee, per questo è consigliabile effettuare potature e travasi con dei guanti specifici da giardinaggio.

Come coltivarle

mandeville

©Bakalaerozz/123rf

Coltivare la mandevilla è abbastanza semplice, soprattutto in una zona a clima mite; ricorda che può essere coltivata sia in vaso, purché grosso, sia in giardino; l’importante è aggiungere qualche manciata di sabbia alla terra, per assicurare una ventilazione adeguata alle radici, e un po’ di torba per acidificare il pH del terreno. L’esposizione deve essere in una zona soleggiata e riparata dal vento.

Visto che si tratta di una pianta tropicale amante del sole, durante l’inverno, soprattutto se le temperature scendono sotto lo zero, è bene coltivare la pianta in vaso per poi portarla in casa durante la stagione fredda. Se, invece, viene coltivata in giardino il consiglio è di proteggere il colletto della mandevilla con delle foglie secche.

La dipladenia, invece, predilige zone un po’ più ombreggiate; ama il clima umido, perciò durante l’inverno può perdere tutto il fogliame a causa del freddo, ma poi in primavera ricresce forte e rigoglioso.

E’ bene ricordare, inoltre, che entrambe le specie hanno un periodo di riposo vegetativo, che va da dicembre fino a fine febbraio. Cosa fare per proteggere queste piante? Ridurre le annaffiature a una volta al mese, e proteggerle in caso di freddo e gelate. La fioritura inizia dalla primavera e può prolungarsi fino alla fine di ottobre; dopo la nascita di nuovi fiori si può procedere con la potatura, andando ad accorciare i rami dove sono nati i nuovi fiori lasciando due gemme dalla base.

La dipladenia e la mandevilla possono essere riprodotte per talea da giugno fino a settembre. Come? Prelevando i rami laterali parzialmente lignificati. Il taglio dovrà essere obliquo e da effettuare con un coltello affilato per evitare che possano rimanere dei rami sfilacciati, che marcendo possono causare delle muffe. Una volta prelevate le talee andranno immerse in ormoni radicanti e, successivamente, sistemate in un piccolo vaso riempito di torba e sabbia.

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.

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