Come (e perché) realizzare un terrario di piante

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I terrari sono piccoli giardini in miniatura, semplici ed economici da realizzare e adatti alla coltivazione di piante anche se si ha poco spazio e il pollice nero.

Perché realizzare un terrario

Il terrario o terrarium è una sorta di giardino in miniatura, composto da piccole piante coltivate in terra. È un microcosmo che si regola da solo, senza bisogno di particolari cure, perché l’acqua che evapora dalle foglie torna al terreno in un ciclo che si autoalimenta.

Si tratta quindi di un sistema chiuso, dove con poche e semplici regole si possono coltivare piantine senza avere per forza il pollice verde. Nel terrario infatti non occorre concimare, non serve irrigare in modo eccessivo o asciugare l’acqua che condensa: al suo interno, la natura fa tutto da sola (o quasi).

Chi ha poco spazio o non pensa di avere una particolare attitudine verso la coltivazione, ma vuole avere un angolo verde in casa o in ufficio, adorerà il terrario proprio per la sua semplicità.

Cosa serve e come si fa

Per realizzare un terrario servono:

  • un barattolo o ciotola in vetro
  • terriccio
  • argilla espansa
  • sassolini di diverse dimensioni
  • una o più piantine

Per quanto riguarda la scelta del contenitore, questa dipende dal tipo di terrario che si vuole ottenere: per il terrario chiuso si usano barattoli a chiusura ermetica; per i terrari aperti, ciotole tonde o di altre dimensioni con apertura non esagerate. Una volta raccolto tutto l’occorrente, il procedimento per realizzare il terrario è abbastanza semplice.

Per prima cosa si sistema una manciata di sassolini sul fondo del barattolo, insieme a qualche sfera di argilla espansa per drenare. Dopodiché si procede aggiungendo un po’ di terriccio e di nuovo i sassolini e l’argilla, fino a fare tre o più strati e riempire circa un terzo del contenitore.

A questo punto si collocano le piantine, scelte in base al tipo di terrario: nel terrario chiuso vanno bene piante che amano gli ambienti umidi, mentre in quello aperto meglio optare per piante succulente o grasse. Per sistemare le piantine, meglio aiutarsi con un bastoncino di legno che aiuta a spostare la terra senza sporcare le foglie.

Una volta sistemate le piante, si può aggiungere un po’ di carbone attivo e appoggiare sulla terra del muschio, anche raccolto in natura. Infine, si decora il tutto con sassolini o conchiglie, si spruzza con un po’ d’acqua e, nel caso del terrario chiuso, si chiude il barattolo.

Quali piante scegliere

Nei terrari chiusi si possono coltivare piantine che amano l’umidità come le felci, la peperomia, l’edera, la clusia, la fittonia, la dracena e il ficus ginseng. Nei terrari aperti si adattano bene le piante succulente e grasse come aloe, crassula e cactus. Alcune specie sono idonee sia a terrari aperti sia a terrari chiusi: ad esempio la pilea e il senecio fanno parte di questa categoria.

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Per quanto riguarda la dimensione della pianta – o delle piante – questa va di pari passo con quella del contenitore che si ha a disposizione. In genere i terrari sono piccoli, ma ne esistono anche di medio-grandi.

Dove collocarlo e come curarlo

Il terrario va sistemato in un luogo luminoso ma non alla luce diretta del sole. Dalla primavera all’autunno può stare all’aperto, ma all’ombra; durante i mesi invernali si tiene in casa, in una posizione raggiunta da molta luce. Il barattolo (o la ciotola) non va tenuto nei pressi di fonti di calore, dunque deve essere collocato lontano da caloriferi, stufe e simili e non va mai ribaltato. Sia nel terrario aperto sia in quello chiuso, le piante all’interno vanno irrigate con molta moderazione, solo quando si nota l’assenza di condensa sul vetro del contenitore.

Quando si bagnano le piante, meglio usare acqua distillata. Il terrario chiuso non va mai aperto, a meno che non si notino moscerini o eccessi d’acqua che causano macchie sulle foglie o rammollimenti della pianta: in questo caso è bene aprire il terrario per far evaporare parte dell’acqua e ripristinare la salute del terrario.

Le concimazioni non sono necessarie, ma se il livello del terriccio cala, va aggiunta un po’ di terra; ovviamente le piante crescono in relazione allo spazio che hanno a disposizione e ai nutrienti, quindi bisogna valutare quanto si vogliono far crescere. Quando le piante all’interno del terrario si sviluppano troppo in relazione al contenitore, possono essere potate oppure tolte (ed eventualmente sostituite) e messe in vaso, in terra o in idroponica.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".

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