Come curare le piante bruciate dal sole: rimedi e consigli per farle tornare verdi e rigogliose

Il caldo estremo di questi giorni mette a dura prova la sopravvivenza delle piante: ecco qualche consiglio utile per aiutarle a sopportare temperature intense e scarsezza di acqua

Durante la stagione estive temperature molto elevate, assenza di pioggia e luce solare eccessivamente forte possono danneggiare le nostre piante in vaso o nel terreno: i fiori si seccano, mentre le foglie ingialliscono o si riempiono di macchie marroni.

Prima che la situazione si aggravi ulteriormente e le vostre piante muoiano, è opportuno correre ai ripari: sono molti gli stratagemmi che possiamo mettere in atto per proteggere le nostre piante dall’azione eccessiva dei raggi del sole e del calore – eccone alcuni.

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Innaffiare al momento giusto

Se ci ricordiamo di innaffiare le nostre piante nelle ore più calde della giornata, il calore prodotto dai raggi solari farà evaporare immediatamente l’acqua e vanificherà il nostro lavoro.

Il momento ideale per dare acqua alle piante è quando il sole è basso nel cielo e i suoi raggi meno intensi – al tramonto o al mattino molto presto. Utilizzando questa accortezza daremo alle piante più tempo per assorbire i liquidi e idratarsi.

Leggi anche: Questi 10 accorgimenti ti faranno risparmiare acqua quando innaffi piante e orto (la quarta non l’hai mai sentita!)

Nebulizzare sulle piante

L’innaffiatura serale o mattutina non ci impedisce di nebulizzare un po’ d’acqua sulle foglie e sui fiori nelle ore più calde del giorno – soprattutto se le piante sono sempre esposte ai raggi del sole e non possono essere spostate.

Nebulizzate un po’ d’acqua sulle piante (senza esagerare) darà loro un temporaneo sollievo dalla calura e preverrà bruciature e appassimento.

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No alla luce diretta

Per prevenire le bruciature sulle foglie e sui fiori, dovremmo evitare di esporre le nostre piante alla luce diretta del sole nelle ore più calde della giornata.

Se le nostre piante sono in vaso e possono essere facilmente spostate, potremmo trascinare i vasi verso un’area più ombreggiata del balcone o del terrazzo, ed esporle nuovamente alla luce solare nel tardo pomeriggio.

Se le piante si trovano in giardino e non possono essere spostate, possiamo investire in un ombrellone da giardino per proteggerle dai raggi nocivi del sole.

Sì alla pacciamatura

Come abbiamo spiegato in molti articoli, la pacciamatura è uno stratagemma prezioso per proteggere il terreno e le radici delle piante dall’azione dei raggi solari – in modo completamente naturale.

Si tratta, in pratica, di creare uno strato protettivo sul terreno utilizzando foglie secche, erba tagliata o corteccia: possiamo realizzarlo utilizzando gli “scarti” del nostro stesso giardino oppure acquistarlo in negozi specializzati.

Se ben distribuito, il pacciame si trasformerà in una efficace barriera contro i raggi solari e le alte temperature dell’estate, proteggendo le radici delle nostre piante dal rischio di bruciatura.

Inoltre, il pacciame funge anche da “spugna” per l’acqua dell’innaffiatura (o per quella piovana), e permette di mantenere il terreno umido più a lungo, conservando l’umidità: in questo modo potremo innaffiare meno spesso e risparmieremo acqua preziosa.

Leggi anche: Ti spieghiamo come trasformare sfalci e potature in compost, pacciame o combustibile a costo quasi zero

No alla potatura

L’estate è il momento più sbagliato per praticare la potatura delle piante – sia di quelle in vaso che di quelle nel terreno: l’abbondanza di foglie e fiori proteggerà il nucleo centrale della pianta dal calore e dai raggi solari, permettendole di sopravvivere anche con temperature molto alte.

Meglio attendere il mitigarsi del clima e l’abbassamento delle temperature, durante la stagione autunnale, per procedere con la potatura delle piante.

Eliminare le parti bruciate

piante bruciate 2

@123rf.com

L’unica eccezione al divieto di potatura è rappresentata dall’eliminazione delle parti della pianta che hanno già subito bruciatura e che sono irrimediabilmente danneggiate dall’azione del sole.

Se notiamo che foglie e fiori sono bruciati, meglio staccarli dal resto della pianta (con le mani o con un paio di cesoie sterilizzate) per evitare che queste parti morte attirino funghi e parassiti, a danno dell’intera pianta.

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Laureata in lingue straniere, vegana da 3 anni, scrivere è la mia passione e collaboro con diverse testate su temi a me cari come natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura
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