Cos’è davvero il bonus pellet di cui tutti parlano ora che il prezzo del gas è alle stelle

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Avete sentito parlare del bonus pellet? Purtroppo non esiste (o almeno non al momento). Tuttavia, è possibile ricorrere a una serie di incentivi per risparmiare un bel po' sul riscaldamento domestico

Ci attendono un autunno e un inverno all’insegna del caro energia. Gli interventi del Governo, purtroppo, non basteranno a salvare milioni di famiglie italiane dalla stangata. A destare particolare preoccupazione sono le bollette del gas, che si preannunciano salatissime. Per questo motivo tantissimi cittadini stanno valutando soluzioni energetiche alternative per riscaldarsi nei prossimi mesi.

Fra le più gettonate rientrano le stufe a pellet; anche i costi di questa biomassa sono schizzati alle stelle nelle ultime settimane (a seguito dell’aumento vertiginiso della domanda). In questo clima di crisi e precarietà sta circolando la notizia di un presunto bonus pellet. Ma esiste davvero? La risposta è no.

Al momento non è è disponibile alcun incentivo destinato esclusivamente a questa tipologia di stufe. Per fortuna, però, vi sono vari bonus destinati a chi sceglie di ricorrere a sistemi di riscaldamento alternativi nella propria abitazione. Scopriamo di quali si tratta e come funzionano.

Gli incentivi per l’acquisto di stufe a pellet

Ecobonus

Una prima opzione è rappresentata dall’Ecobonus. Chi ricorre a questo incentivo, può ottenere una detrazione pari al 65%. L’importo massimo detraibile di spesa per ciascun immobile è pari a €30.000 euro.

Naturalmente, bisogna rispettare i limiti di emissione stabiliti dal Decreto Legislativo 152/2006 e l’impianto di riscaldamento deve essere già presente nell’edificio. È bene chiarire che il bonus non vale per le abitazioni in costruzione. L’incentivo è valido per le spese sostenute entro dicembre 2022.

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Conto termico

In alternativa si può ricorrere al conto termico gestito dal Gse (Gestore servizi energetici), che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari sono principalmente le Pubbliche amministrazioni, ma fra questi rientrano anche imprese e privati.

Anche in questo caso, è possibile avere un rimborso fino al al 65% della spesa relativa al montaggio della stufa al pellet. Gli interessati possono inviare la domanda alla fine dei lavori di installazione. Se questa viene accettata, si ha diritto ad un rimborso in un’unica rata nel caso in cui l’importo è entro i 5000 euro. Se invece la cifra è superiore, l’erogazione dell’incentivo si otterrà in più rate annuali. Bisogna tenere presente, però, che il bonus è previsto soltanto in caso di sostituzione di un impianto preesistente e non di una nuova installazione.

Bonus ristrutturazione

Infine, un’altra opzione da tenere in considerazione è il Bonus ristrutturazione, che permette di ottenere detrazione del 50% sull’IRPEF, fino a massimo 96.000 euro di spesa per interventi di riqualificazione edilizia, manutenzione straordinaria e ordinaria.

In questo caso specifico la stufa o il camino a pellet che si acquista deve avere un rendimento non inferiore al 70%. La scadenza dell’incentivo in questione è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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