Caro bollette: rinviata al 2024 la fine del mercato tutelato per il gas (ma non basta)

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Caro energia: rientra l'allarme per la fine del mercato tutelato per il gas, che non scatterà nel 2023, bensì l'anno successivo. Così verrà evitata un'ulteriore stangata per decine di migliaia di famiglie e imprese, ma è davvero sufficiente?

Libera Terra

Le famiglie italiane possono tirare un (piccolo) sospiro di sollievo. Alla fine le associazioni di tutela dei consumatori ce l’hanno fatta: per il gas la fine del mercato tutelato non scatterà già a gennaio 2023, ma slitta al 10 gennaio 2024. Lo prevede il Dl Aiuti quater, con cui il Governo Meloni ha deciso di allineare la data a quella del cambio previsto per elettricità, come richiesto anche dall’Arera al fine di non generare confusione e colpire ulteriormente gli italiani e le imprese, già alle prese con diversi rincari.

Si tratta di una decisione che eviterà l’arrivo di bollette del gas salatissime. Secondo i calcoli di Assoutenti, che aveva lanciato l’allarme per la fine imminente del mercato tutelato, i nuclei familiari che oggi hanno un contratto a prezzo bloccato si sarebbero ritrovate a dover sborsare circa 5000 euro all’anno. Ma, fortunatamente, l’ennesima stangata è stata evitata, almeno per un altro po’. Ma ciò non basta, come sottolineato anche dall’associazione dei consumatori.

Approviamo il rinvio della fine del mercato tutelato del gas al 2024 così come la proroga della riduzione delle accise sui carburanti, misure che Assoutenti chiedeva già da mesi e che consentiranno di assicurare maggiori garanzie ai consumatori in questa fase particolarmente critica – commenta il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Al tempo stesso non vediamo nel decreto provvedimenti in grado di abbattere le bollette degli italiani, e per questo sospendiamo il giudizio, considerato che le misure inserite nel testo vanno nella unica direzione di sostenere il gas e poco le rinnovabili, rendendo il Dl Aiuti quater insufficiente e sbilanciato.

Più che aumentare il tetto al contante che nella situazione attuale appare come un aiuto all’evasione fiscale, il Governo avrebbe dovuto prevedere un tetto al prezzo del gas per far fronte ad una situazione di emergenza che sta producendo effetti devastanti sui redditi e aumentando il tasso di povertà dei cittadini.

La soluzione a lungo termine ai rincari, che farebbe bene al portafogli ma anche all’ambiente, è investire nelle energie rinnovabili.

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Fonti: Governo/Assoutenti

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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