Come sostenere una cultura della cannabis ecologica

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Ogni giorno è la Giornata della Terra. Ma ad ogni modo, dal 1970, il 22 Aprile viene celebrata la Giornata della Terra in tutto il mondo per la salvaguardia dell’ambiente.

Per l’umanità in generale e per la comunità della cannabis in particolare, questa celebrazione merita di essere considerata una data importante.

In questa giornata vengono messi in gioco valori e obiettivi che dovrebbero essere intrinseci alla coltivazione di questa pianta speciale.

Con un reale impegno nel prendersi cura dell’ambiente, si può rendere la coltivazione della cannabis (sia su larga scala che nostrana) più sostenibile di quanto immaginiamo.

Bisogna tener presente che un metodo di agricoltura sostenibile significa meno o niente sostanze chimiche e tossine: ciò significa utilizzare di prodotti 100% naturali che non comportano alcun rischio per l’ambiente e per chi ne usufruisce.

Quindi cosa stanno facendo i coltivatori per rendere le loro piante di cannabis il più rispettose possibile dell’ambiente?

Per questo ci siamo consultati con uno dei principali brand in Italia per la vendita di prodotti a base di CBD tra cui infiorescenze. Stiamo parlando di CBDmania, che oltre alla vendita sul mercato di tali prodotti,  si occupa di curare l’intero processo produttivo, sostenendo la coltivazione biologica. I prodotti, oltre ad essere sottoposti a controlli esterni, rappresentano tutta la purezza e la genuinità di un prodotto 100% naturale.

Ecco qui riportati alcuni consigli per sostenere la cultura biologica  che pone al centro dell’attenzione il rispetto dell’ambiente e allo stesso tempo capace di produrre alimenti con sostanze e processi naturali. Tutto questo si traduce nell’avere un impatto ambientale limitato capace di incoraggiare energie e risorse naturali in modo responsabile.

Il composto

Coltivare la terra in modo biologico non significa lasciare le colture abbandonate a se stesse, con solo acqua e sole, ma fornire le giuste cure somministrando al terreno adeguate concimazioni organiche. Ciò  significa utilizzare fertilizzanti di origine naturale.

Alcuni di questi concimi naturali sono: fondi di caffè, yerba mate, bucce di banana, gusci d’uovo, cenere, ecc.

Tutti questi composti  andranno a generare rapidamente nutrienti essenziali per il terreno. Pertanto, bisogna ridurre i rifiuti e concimare delicatamente (controllando sempre il pH).

Usare il compost come inoculo (per favorire la fertilizzazione delle colture) e non come fertilizzante. Lo scopo è quello di riportare la vita nel terreno per raggiungere un equilibrio naturale.

In questo modo contribuiamo a ridurre i rifiuti e l’impatto negativo sull’ambiente.

Prendersi cura dell’acqua

Innanzitutto, le piante di cannabis utilizzano generalmente una grande quantità di acqua: quasi 23 litri al giorno per una singola pianta matura.

La quantità di acqua utilizzata è fondamentale. Molte volte lasciamo scorrere l’acqua, il che crea un doppio problema: da un lato, allaga il raccolto e dall’altro lava il substrato, richiedendo una maggiore concimazione e un maggiore utilizzo di fertilizzanti.

Si consiglia di utilizzare l’acqua dei condizionatori per innaffiare le piante. “È acqua ionizzata che non ha minerali (per questo è importante aggiungere i nutrienti).

Substrati

La torba di sfagno è ampiamente utilizzata ma limitata. Cresce in condizioni molto specifiche di temperatura, umidità e altezza (alta montagna, latitudini molto fredde) e molti substrati vengono realizzati con questa base che presenta un modello super estrattivista e anti-ecologico.

Si raccomanda di utilizzare la fibra di cocco invece della torba di sfagno per aerare il substrato. È molto più ecologico, coltivabile e abbondante, e le sue proprietà sono anche molto buone rispetto alla torba.

Illuminazione interna

Per quanto riguarda la coltivazione indoor, è molto importante che i coltivatori passino all’uso di lampadine led e/o lec e lascino da parte i vapori di sodio e/o mercurio perché la differenza di kilowatt utilizzati è abissale.

La tecnologia LED ha un utilizzo di 5-10 anni mentre le lampade convenzionali devono essere cambiate ogni 2 anni. Ciò fa diminuire il processo globale di produzione e consumo di materie prime.

In altre parole, con un LED non solo possiamo ridurre consumi ed energia, ma anche aiutare a non generare tanti rifiuti

Piantare nell’acqua (per risparmiare acqua)

Altro aspetto importante è quello di utilizzare i sistemi idroponici (ovvero radici sommerse) o acquaponici (con pesci) in un ciclo chiuso di acqua e sostanze nutritive in cui il 97% dell’acqua viene riciclata nel sistema.

Con questo smettiamo di usare il terreno organico che poi scartiamo, in cui va aggiunta la grande spesa di acqua che comporta l’irrigazione dell’intero sistema convenzionale.

Cannabis biologica

Per quelle persone che coltivano cannabis in casa, l’opzione di coltivare cannabis biologica è il miglior percorso possibile.

È un modo per sostenere una catena di produzione responsabile che promuove l’ecosistema e la rigenerazione in agricoltura.

Ridurre l’impronta di carbonio

La produzione di cannabis coltivata indoor produce un’elevata emissione di gas serra a causa dell’elevato consumo di elettricità e gas legati al fabbisogno del ciclo di crescita della pianta e della successiva fase dell’essiccazione. Ci sono notevoli differenze tra coltivazioni all’aperto e quelle in serra, infatti le prime sono considerate più amiche dell’ambiente.

Dobbiamo generare la minor capacità di impatto intorno a noi riducendo l’uso di input esterni, come i fertilizzanti in bottiglia. Bisogna fare un ritaglio il più pratico e semplice possibile.

Ad esempio, una buona pratica sarebbe quella di diversificare le fonti di energia. Per i coltivatori, le opzioni migliori sono sicuramente optare per fonti di energia solare e eolica, lampade al sodio ad alta pressione sono piuttosto efficienti dal punto di vista energetico, l’utilizzo di un sistema di deumidificazione concepito per minimizzare l’emissione di calore, anche massimizzare lo spazio di coltivazione è utile per ridurre le emissioni e permette di intensificare la produzione delle piante attraverso un sistema stratificato.

Questi sono alcuni dei tanti possibili modi per ridurre l’impronta di carbonio per un minor impatto ambientale.

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