Ecco perché non dovresti comprare un Bulldog Francese (e nessun altro cane)

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Quando si decide di prendere un cane, la scelta migliore rimane sempre quella di adottarlo. Perché, diciamolo, i cani non andrebbero proprio comprati. Le persone che scelgono di acquistare un cane di razza, spesso ignorano cosa ci sia dietro gli allevamenti, ma anche le conseguenze della riproduzione della razza stessa. Questo vale, in particolar modo, per determinati cani di razza frutto di incroci come, ad esempio, il carlino, il pitbull, il doberman o il Bulldog francese.

Tutte le razze sopraindicate  finiscono per riscontrare patologie congenite e croniche, legate proprio agli interventi sulla genetica, alla ricerca della perfezione e della selezione artificiale di determinate caratteristiche a scapito di altre.

Oggi ci concentriamo sul bulldog francese, razza che fino a qualche anno fa era praticamente sconosciuta in Italia, ma molto in voga in altri paesi europei a partire dalla Francia stessa. Attualmente, invece, si tratta di uno dei cani più comprati e più desiderati anche nel nostro paese. Questa razza ha rapidamente scalato la classifica dell’American Kennel Club e nell’edizione del 2017 si è qualificata in quarta posizione per apprezzamento.

Il motivo? Il muso dolce, il buon carattere ma, soprattutto, le sue dimensioni: il bulldog francese è essenzialmente un cane di taglia piccola e varia circa dai 6 ai 10 chili.  Ottimo, penserete, per chi non ha molto spazio in casa o chi ne vorrebbe prendere uno per i suoi bambini.

Quello che però gli allevatori – o molti di loro – non vi dicono è che il bulldog francese presenta delle caratteristiche di razza molto particolari che spesso rappresentano un vero e proprio limite per il cane stesso e, di conseguenza, per il suo proprietario.

Perché non comprare un bulldog francese

Buffi, simpatici e tenerissimi: i bulldog francesi appaiono come animali da compagnia perfetti, ma non è tutto oro quel che luccica. La razza presenta delle caratteristiche tipiche e congenite apparentemente innocue ma che, alla fine, si trasformano in vere e proprie problematiche di salute. Inoltre, il mercato che ruota attorno alla vendita di animali è in aumento e spesso non si fa scrupoli, così molti allevatori preferiscono ignorare gli standard di razza a favore di un guadagno maggiore.

Nel tempo alcune razze sono state completamente stravolte nel loro aspetto e talvolta anche nelle loro inflessioni caratteriali – basti pensare al pitbull terrier e alla trasformazione che ha subito nel tempo. Oggi anche il bulldog francese è a rischio. Nella forsennata ricerca della perfezione molti allevatori irresponsabili stanno ignorando i problemi che questa razza presenta; uno fra tutti, il più importante forse, quello della respirazione.

Purtroppo ancora oggi il mercato dei cuccioli è in grandissimo aumento e alcune razze in particolare vengono vendute a cifre esorbitanti, sulle quali si specula in modo esagerato. Basti pensare che un cane di razza in un allevamento riconosciuto ENCI parte da un minimo di 1200 euro fino ad arrivare anche ad un massimo di 5000 o più. Nonostante le cifre siano davvero spaventose, però, molti non si fermano davanti a questo dettaglio e decidono di acquistare i loro animali da compagnia, mentre i canili invece straripano di codine pronte a scodinzolare per una cuccia calda e una famiglia amorevole.

Ma torniamo a noi, perché il Bulldog Francese è così delicato?

Molti allevatori hanno visto un grosso potenziale in questa razza. Nonostante essere allevatore preveda l’osservazione di alcune regole imprescindibili, spesso queste vengono ignorate. L’abbiamo visto nel caso degli pseudo allevamenti dell’Est Europa, in cui non viene fatta alcuna selezione: i cani semplicemente vengono fatti accoppiare ripetutamente senza concedere pause tra una gestazione e l’altra alle povere fattrici.

Anche nel nostro Paese poi (e non solo) ci si improvvisa spesso selezionatori di razza avviando allevamenti amatoriali – talvolta anche in casa propria – in cui non vengono rispettati i pedigree standard ENCI, ma si guarda solamente al probabile guadagno ricavato dalla vendita di cuccioli “imperfetti”.

A causa di tutto ciò e dei continui e ripetuti incroci, il bulldog francese presenta ormai dei problemi gravi legati a patologie croniche ai danni di occhi, pelle, apparato digerente e, come già detto,  respirazione.

I problemi respiratori del bulldog francese

I problemi respiratori di questi animali arrivano da lontano, da anni e anni di selezione che ha portato i bulldog francesi ma anche inglesi, americani e i carlini ad essere brachicefali. Quindi, la loro iconica ed adorabile espressione data dal  muso schiacciato, rappresenta in realtà un grosso limite per i cani di queste razze. In casi estremi alcuni di loro potrebbero aver bisogno di un intervento chirurgico per aprire le narici ed accorciare il palato molle, permettendo così ai cuccioli di poter respirare.

I problemi dermatologici

Per quanto riguarda la pelle, invece, il Bulldog francese presenta una serie di dermatiti recidive e, soprattutto nelle pieghe che ha sul muso, è possibile riscontrare spesso malassezia o altri tipi di fungo che prolificano grazie al fatto di non essere mai esposti all’aria. Per tutto questo, in molti casi è necessario ricorrere all’applicazione di una crema – a volte con cortisone – per lenire le possibili ulcere o per prevenirne la comparsa.

Problemi agli occhi

Sugli occhi c’è poi da fare un discorso a parte. Anche qui il fatto che siano pronunciati presenta qualche problema: il cane di questa razza ha infatti difficoltà a chiudere completamente le palpebre. Ciò provoca secchezza e ulcere, che negli occhi possono portare anche alla cecità completa o parziale.

Come dicevamo, una selezione errata degli standard di razza, ha creato diversi danni alla razza stessa. In generale, l’uomo non dovrebbe intervenire sulla natura, ma sappiamo che questo non accade praticamente mai. Se paragoniamo le razze brachicefale di un tempo a quelle di oggi, notiamo che i loro musi sono decisamente più corti.

La moda arriva probabilmente dagli innumerevoli Expo organizzati ormai in ogni parte del mondo, dalle mostre ed esposizioni canine che vedono la bellezza come unica prerogativa del cane. Fortunatamente, nell’ultimo periodo, anche i giudici di queste gare hanno capito che le narici troppo strette ed i musi troppo schiacciati rappresentano un problema di salute per il cane e quindi una cosa negativa per l’esposizione.

Forse proprio dalle passerelle potrebbe partire una rivoluzione utile a riportare i poveri cani brachicefali a respirare correttamente. Ed infatti, già nel 2012, lo UK Kennel Club ha introdotto dei controlli veterinari obbligatori per chi presenta cani brachicefali alle mostre canine e nel 2016 una petizione firmata da oltre 40.000 esperti di medicina veterinaria ha portato alla nascita di un gruppo di lavoro incentrato solo sul miglioramento della salute di questi cani.

Smettere di comprare cani brachicefali potrebbe portare ad una drastica diminuzione di incroci improvvisati e linee di sangue malamente modificate? Forse no. Ma se siamo in procinto di scegliere un cucciolo per arricchire le nostre vite sarebbe meglio non dimenticare che i canili sono pieni di musi lunghi e con narici perfettamente aperte in cerca d’amore.

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