Green Hill, 9 anni fa la storica ed emozionante liberazione dei beagle oltre il filo spinato

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Sono passati 9 anni da quello storico 28 aprile 2012, che segnerà un punto di svolta per la salvezza di migliaia di cani beagle altrimenti destinati alla sperimentazione. Cosa successe quel giorno? Qualcosa di inimmaginabile, destinato a rimanere nella memoria storica collettiva del nostro Paese. Durante un pacifico corteo, alcuni dimostranti riescono ad entrare nell’allevamento Green Hill di Montichiari, portando in salvo dei cuccioli. La manifestazione si conclude con 12 arrestati ai quali si aggiungerà successivamente un’altra persona.

Ma le immagini dei cuccioli passati di mano in mano oltre il filo spinato innescheranno una pressione sociale così forte che porterà a una legge che vieterà gli allevamenti di cani, gatti e primati “da laboratorio” in Italia.

Quel gesto, disperato, fu frutto di mesi di frustrazione, con tante promesse che fino a quel momento non erano state portate a termine, tra cui l’attesa legge regionale, promessa dall’allora Presidente Formigoni che avrebbe comportato la chiusura di stabilimenti in cui venivano allevati cani beagle destinati alla vivisezione, come Green Hill.

Le terribili condizioni nell’allevamento

Nel frattempo i cani continuavano a vivere in condizioni terribili, come dimostrerà il processo:  gabbie dalle dimensioni minime accumulate in spazi sotterranei privi di luce naturale, maltrattamenti fisici (con taglio delle unghie tale da provocare dissanguamento), alta mortalità perinatale dovuta a ingestione di segatura, inadeguata alimentazione, deprivazione sensoriale e morte, soppressioni ingiustificate come, ad esempio, per semplici dissenterie.

I cani vedono per la prima volta la luce del sole 

Da quel giorno partì una macchina incredibile che il 18 luglio 2012 fece segnare un grande successo: tutti i beagle di Green Hill vengono posti sotto sequestro probatorio. LAV e Legambiente sono nominate custodi giudiziari dei cani. In pochi giorni vengono portati in salvo 2.639 cani, ai quali si aggiungono decine di cucciolate nate dalle fattrici. LIBERA è la prima commovente mamma fattrice che ha potuto vedere la luce del sole, camminare su un prato e sentire la dolcezza di una carezza. Nel mese di agosto, mentre a Montichiari (Brescia) proseguono incessanti le procedure d’affido dei beagle di Green Hill, i SubsOnicA scelgono di sostenere la causa con la loro musica concedendo, come colonna sonora ideale delle immagini della liberazione dei cani allevati per la vivisezione, il brano “Liberi Tutti”.

Dopo lunghi giorni, finalmente anche l’ultimo beagle lascia l’allevamento: 2.639 cani beagle di Green Hill sono stati tutti messi in salvo. Siamo al 21 settembre 2012. Tutti liberi!

La storica vicenda giudiziaria e il divieto di allevare cani per la sperimentazione

Da qui parte una lunghissima vicenda giudiziaria, in primis contro l’allevamento, che porterà a una svolta storica fondamentale per tutelare gli animali destinati alla vivisezione.  Il 29 marzo 2014 entra in vigore il nuovo Decreto Legislativo n. 26/2014 sulla sperimentazione animale. Anche se, purtroppo, non si tratta della fine della vivisezione, grazie a questa legge non è più possibile allevare cani, gatti e primati “da laboratorio” in Italia. Green Hill non potrà riaprire la sua fabbrica di beagle. L’allevamento verrà successivamente condannato anche in Corte di Appello e Cassazione.

Arriviamo al 4 Marzo 2020, quando la Corte d’Appello di Brescia assolve tutti gli attivisti che il 28 aprile 2012 liberarono i beagle, dando il via alla più grande liberazione di animali destinati alla vivisezione mai vista.

I beagle di Green Hill 9 anni dopo

Una sentenza importantissima a seguito del rinvio con cui la Corte di Cassazione aveva annullato alcuni mesi fa il provvedimento di condanna per furto dei beagle. Una pronuncia importante in una vicenda storica per i risvolti giudiziari che hanno accertato la colpevolezza dei vertici dell’allevamento con riferimento ai reati di uccisione e maltrattamento di animali.

Se oggi Green Hill è chiuso per sempre, è anche grazie alla determinazione di questi 12 ragazzi, salvare gli animali non è reato.

E lo dimostrano con le loro felici esistenze, nelle loro famiglie di adozione, i cani salvati da Green Hill. Sarebbero morti, a pochi anni di vita, in freddi laboratori e invece stanno godendo di una lunga vita. Liberi. 

Come dimostra la mascotte della redazione di greenMe.it, la nostra amata (e golosa) Vivi! Cresciuta nell’amore.

@greenMe.it

 

Fonte: Lav/Legambiente

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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