Boom di adozioni di cani “per poter uscire” in Spagna, la procura mette in guardia sugli abbandoni

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In Spagna continuano a salire i casi di coronavirus: i contagiati hanno superato quota 85mila, sorpassando i casi registrati nell’intera Cina. Ma c’è anche un’altra situazione che preoccupa le autorità: ci sono massicce adozioni di cani e la Procura spagnola sospetta che siano “fraudolente” e che, finita l’emergenza, ci sarà una catena di abbandoni. Ma avverte: è un crimine.

Il picco del Covid-19 in Spagna è arrivato dopo l’Italia, per questo il paese si ritrova adesso ad affrontare le restrizioni che noi conosciamo già da un po’. Secondo quanto riporta la testata La Vanguardia, la Procura sospetta che il numero molto alto di adozioni di cani sia legato alla famosa passeggiata che è possibile fare in compagnia del proprio amico a quattro zampe. Sappiamo, infatti, che non è vietato far fare i bisogni al cane purché si è da soli e si rimanga nel raggio di 200 metri da casa. In Spagna funziona più o meno allo stesso modo, per questo il procuratore dell’ambiente Antonio Vercher sta chiedendo alle forze dell’ordine di vigilare e perseguire penalmente ogni tipo di abuso o abbandono di animali, come stabilito dal codice penale.

“Alcuni centri di accoglienza riconoscono di aver consegnato tutti gli animali , in particolare i cani, nella fase iniziale del processo che ha portato alla dichiarazione dello stato di allarme “, si legge nella nota della Procura spagnola.”In altri casi, si ammette che le adozioni continuano ad essere effettuate elettronicamente, sebbene con le difficoltà logistiche dell’accesso dell’adozione al centro di affido”, aggiunge Vercher.

“Il problema è che non si sa se queste adozioni o affidamenti siano dovuti a interesso vero da parte degli adottanti o se siano semplicemente approcci isolati per avere la scusa di uscire in strada”.

Per questo motivo, non bisogna abbassare la guardia. “È prevedibile che, una volta terminato lo stato di allarme, questi animali verranno abbandonati”, dice ricordando che l’abbandono è un reato punibile dall’articolo 337 del codice penale che recita:

“Chi lascia un animale in condizioni in cui la sua vita o integrità può essere messa in pericolo sarà punito con una pena da uno a sei mesi. Allo stesso modo, il giudice può imporre ulteriore pena legata all’esercizio della professione”.

Pertanto, insiste sul fatto che i pubblici ministeri devono procedere penalmente quando vengono rilevati questi casi. Invita inoltre “soggetti pubblici e privati ​​competenti” in materia a denunciare gli abbandoni alla Procura. Lo stesso Vercher nella lettera diffusa e indirizzata principalmente alle forze dell’ordine sostiene che “si procederà a ristabilire l’ordine giuridico alterato nel caso in cui si verifichino abbandoni”. L’invito però è anche rivolto ai cittadini: “che sono invitati, qualora siano a conoscenza del reato, di denunciare alla Procura della Repubblica”.

Alcuni giorni fa, come riporta El Pais, un uomo della Coruña è stato denunciato dalla Guardia Civile per aver affittato il suo animale domestico ad altri per uscire. Secondo Mati Cubillo, presidente della Federazione delle associazioni protettive e difesa degli animali della Comunità di Madrid (Fapam) , attualmente i centri hanno dovuto paralizzare i processi di adozione proprio a causa delle restrizioni dello stato di allarme. “Ora non ci sono persone nelle strade e gli animali abbandonati passano inosservati”, dice Cubillo, che non sa cosa succederà quando le misure di contenimento saranno revocate.

Ricordiamo comunque che come stabilito dall’Istitito Superiore della Sanità non c’è alcuna prova scientifica che cani e gatti possano contrarre o trasmettere all’uomo il coronavirus. “Gli abbandoni- chiosa Vercher- sarebbero eventualmente legati al fatto che finita l’emergenza, non servono più scuse per uscire”.

Fonte: La Vanguardia/ABC/El Pais

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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