Cani per fiutare il coronavirus, anche nelle persone asintomatiche: in Inghilterra inizia l’allenamento

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

I cani potrebbero unirsi alla lotta contro il COVID-19. Dall’Inghilterra, gli esperti dei un centro studi specializzato stanno valutando la possibilità di far riconoscere il coronavirus ai migliori amici dell’uomo, tramite il loro potente olfatto, identificando così i singoli contagiati, anche se asintomatici. Proprio come avviene già per alcuni tipi di tumori (i cani sono in grado di fiutarli con precisione del 97%) o per il parkinson.

Ne sono convinti i ricercatori del Medical Detection Dogs, in collaborazione con la prestigiosa London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM) e con l’Università di Durham, che stanno lavorando a questo progetto in maniera pratica già da qualche settimana:

“abbiamo iniziato ad allenare i cani in modo che siano pronti nel giro di sei settimane, per fornire una diagnosi rapida e non invasiva. I cani possono giocare un ruolo importante nella lotta contro la la malattia”, si legge in una nota congiunta.

I cani da ricerca di COVID -19 verrebbero addestrati allo stesso modo di quei cani che il centro studi ha già allenato per rilevare malattie come il cancro, il Parkinson e le infezioni batteriche, annusando campioni e indicando quando li rilevano. Sono anche in grado di individuare lievi variazioni della temperatura della pelle, quindi potrebbero potenzialmente aiutare a trovare persone che hanno la febbre.

Riassumendo, a questi cani vengono fatti annusare campioni virali, insegnando loro come segnalarne la presenza, anche nelle persone asintomatiche. E dal momento che i cani sono capaci anche di cogliere le variazioni della temperatura corporea umana, potrebbero essere dispiegati in spazi pubblici per provare a identificare viaggiatori potenzialmente infetti.

“Siamo sicuri che i cani possano rilevare il Covid-19. Stiamo ora cercando di trovare il modo più sicuro per “catturare” l’odore del coronavirus dai pazienti e sottoporlo ai cani – spiega Claire Guest, ceo e co-fondatrice di Medical Detection Dogs -. L’obiettivo è che i cani siano in grado di controllare chiunque, comprese le persone asintomatiche, in modo da segnalarle. Sarebbe un metodo veloce, efficace e non invasivo, e farebbe sì che i test clinici vengano utilizzati solo dove sono realmente necessari”.

“I nostri precedenti lavori hanno dimostrato che i cani possono rilevare gli odori delle persone affette da malaria con una precisione estremamente elevata, al di sopra degli standard dell’OMS. Sappiamo che altre malattie respiratorie come il Covid-19 cambiano l’odore del nostro corpo, quindi c’è un’alta possibilità che i cani siano in grado di rilevare ciò. Questo potrebbe rivoluzionare la nostra risposta alla lotta contro il coronavirus”, conclude il professor James Logan, capo del Dipartimento di controllo delle malattie della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

Fonte: Medical Detection Dogs

Leggi anche: 

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook