Macchie della pelle: cosa sono, come prevenirle, trattarle e correggerle.

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Foto: http://www.salutejournal.it/trattare-capillari-rotti-sul-viso/

La pelle è un tessuto strettamente legato con il nostro sistema nervoso e rappresenta un po’ il confine fra l’ambiente esterno e il nostro Io. Le manifestazioni cutanee, non sempre comprese dunque, sono un po’ lo specchio dei nostri sentimenti: quando proviamo vergogna, tendiamo ad arrossire, ad impallidire quando invece proviamo paura.

E le macchie?

La medicina, definisce le macchie della pelle come discromie e, chiare o scure che siano risultano essere un problema. Proprio con l’arrivo dell’estate e l’esposizione al sole tendono ad aumentare. Vediamo insieme come prevenirle, anche con alcuni accorgimenti di tipo alimentare e come porre rimedio a quelle già esistenti. Prima di tutto però, cerchiamo di comprendere a cosa è dovuta la colorazione della pelle. Ci sono tre pigmenti che regolano il colore della pelle: il carotene, l’emoglobina e la melanina.

Carotene: è concentrato in quantità moderata nello strato superficiale e adiposo, è di colore arancio e influisce poco sul colore della pelle.

Emoglobina: è la proteina del sangue responsabile dell’ossigenazione dei tessuti.

Melanina: è il pigmento più importante poiché agisce come filtro ai raggi UV, quelli più pericolosi. E’ prodotta dai melanociti grazie alla stimolazione delle radiazioni ultraviolette ed è il pigmento che fa realmente la differenza sul colore della pelle, non a caso diversifica le razze delle persone. E’ responsabile anche dei cinque colori di cute e capelli: nero, bruno, rosso, giallo e bianco (mancanza di melanina). Le discromie cutanee sono proprio dovute ad una distribuzione anomala, non omogenea della melanina.

La pigmentazione melanica nell’uomo può essere di due tipi: facoltativa cioè dovuta all’esposizione solare e costituzionale e dunque determinata geneticamente, non a causa dell’esposizione solare o di altri fattori. In genere infatti un incremento della pigmentazione può essere determinato da:

Cause endocrine come in gravidanza e durante l’allattamento (cloasma gravidico) ma anche con l’uso di contraccettivi orali o terapia ormonale sostitutiva in menopausa.

Uso di farmaci come antibiotici, barbiturici o sulfamidici che stimolano la melatonina anche se non ci esponiamo al sole.

Patologie varie come processi infiammatori, malattie epatiche, degenerative (morbo di Parkinson, Alzheimer) o carenze nutrizionali.

Contatto con sostanze come cosmetici tipo acqua di colonia, olio di bergamotto che provocano una reazione fototossica se usati prima dell’esposizione solare. Spesso, anche la carota, i fichi, il succo di limone, il sedano e il prezzemolo o altre piante selvatiche possono “macchiare” la pelle dei soggetti più sensibili.

Esposizione prolungata senza fattore di protezione al sole oppure a lampade abbronzanti. In questo caso si parla proprio di lentigo solari che, anche se superficiali indicano proprio lo stato di invecchiamento della pelle. Possono apparire anche su pelli giovani in seguito ad esposizioni eccessive, anche prolungate nel tempo.

Trattamento

Purtroppo, una volta manifeste, è difficile effettuare dei trattamenti risolutivi. La prevenzione è fondamentale e come per molte patologie, parte dall’alimentazione. E’ importante evitare il contatto con alcuni alimenti, sostanze e farmaci contenenti arsenio e derivati (molluschi e crostacei). Buona regola è assumere integratori e alimenti a base di zinco che elimina l’eccesso di rame, responsabile dell’iperpigmentazione ma anche selenio e vitamine A, C, E e complesso B.

E’ importante esporsi al sole in maniera graduale e comunque utilizzando sempre fattori di protezione adeguati. Per porre riparo ad eventuali macchie, oltre ad alcuni rimedi naturali, si possono utilizzare dei peeling che favoriscono il turnover cellulare, ma non sempre i risultati sono brillanti. Altri trattamenti che comunque non sono sempre risolutivi sono la luce pulsata, il laser e la radiofrequenza.

Come coprirle

Vediamo allora quali sono le soluzioni possibili per renderle meno visibili, in relazione alle cause e al tipo di macchie:

Macchie rossastre o violacee dovute a couperose o angiomi: correttore verde

Invecchiamento cutaneo: ottimo il correttore di colore giallo

Macchie tendenti al blu dovute a ematomi, tatuaggi, occhiaie, lividi: correttore arancio.

Alla prossima!

Stefania

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