Giornata dell’infanzia 2020, come il Covid-19 sta mettendo in ginocchio anche i diritti dei bambini

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In occasione della 31esima Giornata universale dei diritti dell’infanzia, un’accurata disanima ci mette di fronte a una cruda realtà: la crisi innescata dal Covid-19 potrebbe diventare una crisi dei diritti dei bambini 

Bambine e bambini che affrontano povertà, esclusione e violenze, bambini con disabilità, sfollati o colpiti da crisi umanitarie, bambini senza cure parentali che vivranno con l’impatto di questa pandemia per i decenni a venire. I bimbi del mondo non sono tutti uguali e mentre qui, in questa parte fortunata, ci pare che già solo la didattica a distanza sia un rinnegamento dei diritti dei nostri figli, c’è chi a quella stessa didattica ha dovuto rinunciare sin dalla nascita. Un squilibrio e una disparità, un divario che rischia di diventare insormontabile proprio a causa del Covid-19.

Sulla scia della crisi epidemiologica, infatti, i governi di tutto il mondo hanno mobilitato miliardi di dollari per salvare le loro economie. Ma c’è un’altra perdita imminente, latente e altrettanto devastante se non agiamo: una generazione intera di bambini.

I progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile stanno di fatto rallentando e i bambini continuano a pagare il prezzo più alto: in mancanza di un’azione coordinata e globale per prevenire, mitigare e rispondere agli effetti della pandemia, le conseguenze per i bambini ora e per il loro futuro saranno gravi.

È questo l’allarme lanciato dall’Unicef, che oggi 20 novembre – in occasione Giornata mondiale dedicata all’infanzia – fa il punto sull’impatto globale del Covid-19 sui bambini e sui giovani, esortando il mondo a compiere passi coraggiosi per reinventare un futuro migliore per i bambini.

Nonostante siano meno colpiti rispetto a qualsiasi altra fascia di età, i dati emergenti suggeriscono infatti che la salute dei bambini e dei giovani potrebbe essere influenzata più direttamente dalla pandemia di quanto originariamente previsto all’inizio della crisi alla fine del 2019. Interruzioni dei servizi essenziali come l’istruzione, l’assistenza sanitaria, gli interventi di nutrizione e protezione dei bambini stanno danneggiando i bambini. Una grave recessione economica globale sta impoverendo i bambini e aggravando le profonde disuguaglianze e l’esclusione preesistenti.

Cosa garantire i diritti dei bambini al tempo del coronavirus

  • Dare priorità alla riapertura delle scuole, anche eliminando il divario digitale: la chiusura delle scuole a livello nazionale ha interrotto l’apprendimento del 91% degli studenti in tutto il mondo. I bambini emarginati soffrono il fardello più pesante: circa 463 milioni di giovani non sono stati in grado di accedere all’apprendimento remoto durante la chiusura delle scuole. Inoltre, le chiusure precedenti dimostrano che i bambini che non vanno a scuola per lunghi periodi, in particolare le ragazze, hanno meno probabilità di tornare.
  • Garantire l’accesso ai servizi sanitari e nutrizionali: si profila una crisi di sopravvivenza infantile, con i bambini a maggior rischio di fame e malattie che ora vedono i loro già fragili sistemi sanitari e alimentari cedere con la pandemia.
  • Sostenere e proteggere la salute mentale dei bambini e dei giovani e porre fine agli abusi, alla violenza di genere e all’abbandono durante l’infanzia. La crisi del Covid-19 ha esacerbato la violenza, lo sfruttamento e gli abusi poiché i bambini vengono esclusi dai servizi di supporto chiave e allo stesso tempo subiscono lo stress aggiuntivo posto sulle famiglie. Le ragazze sono particolarmente vulnerabili, con matrimoni precoci e gravidanze adolescenziali già in aumento.
  • Aumentare l’accesso all’acqua pulita, ai servizi igienici e all’igiene e affrontare il degrado ambientale e il cambiamento climatico. Il non accesso ad acqua potabile a causa dei cambiamenti climatici limita anche la capacità delle persone di praticare misure igieniche salvavita come il lavaggio delle mani. La nostra vulnerabilità a questa pandemia ha solo sottolineato il rischio di non intraprendere azioni immediate per proteggere dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici.
  • Invertire l’aumento della povertà infantile e garantire una ripresa inclusiva per tutti: la crisi economica causata dalla pandemia minaccia di colpire i bambini più duramente, con il numero di bambini che vivono al di sotto della soglia di povertà nazionale che dovrebbe aumentare di 140 milioni entro la fine dell’anno.
  • Sostenere i bambini e le loro famiglie che vivono in situazioni di conflitto, disastro e sfollamento: il Covid-19 ha aggravato le vulnerabilità dei bambini migranti, sfollati e rifugiati, così come quelli che vivono nei paesi colpiti dalla crisi. Il Covid-19 non deve diventare una scusa per distogliere l’attenzione da questi bambini.

Il doodle di Google

Oggi Big G ci regala una bella e coloratissima illustrazione con tanti bambini che giocano tra aquiloni e barchette di carta, un mare di felicità che tutti meriterebbero.

doodle

©Google

Il motore di ricerca ha reso visibile il suo doodle dedicato alla Giornata dell’infanzia in Italia, Austria, Ucraina, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Iraq, Oman, Ghanat, Tanzania, Uganda, Kenya e Malaysia.

Fonte: UNICEF

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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