Cosmesi e dintorni: l’olio di mandorle dolci

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Eccomi di ritorno al blog dopo la nascita della mia bambina, lo scorso 1 aprile: il primo post dopo il parto non poteva non essere collegato, in qualche modo, al mio personalissimo lieto evento!

Nei primissimi mesi di gravidanza, mentre ero alla ricerca di un prodotto che mi aiutasse a prevenire le smagliature, ho ricevuto numerosi consigli e mi sono imbattuta in varie soluzioni, considerate, di volta in volta, miracolose da alcune e del tutto fallimentari da altre. C’era chi mi diceva di puntare su preparati e pomate di diverse marche, tipologie e fasce di prezzo e chi, sospirando, mi avvertiva che “se le smagliature ti devono venire, ti vengono: non importa quello che ti spalmi!”.

Un po’ titubante, ma non del tutto scoraggiata, mi sono recata in erboristeria e lì la commessa mi ha consigliato l’olio di mandorle dolci spremute a freddo, un prodotto dalle proprietà emollienti e addolcenti, commercializzato come integratore alimentare (se ingerito, infatti, pare funga da lassativo…) e dal costo piuttosto contenuto (oggettivamente, molto più economico delle creme anti-smagliature che ho trovato in commercio): pensate che con 16 euro di spesa mi sono portata a casa un bottiglione da mezzo litro, dal contenuto inodore e quasi incolore, che è durato per i successivi sei mesi, nonostante lo spalmassi tutti i giorni…

Da quel giorno, sono diventata una sostenitrice appassionata dell’olio di mandorle dolci (anche perché, a quasi quaranta giorni dal parto, non ho – ancora… – avuto brutti risvegli dovuti alle smagliature). L’uso in gravidanza consiste nello spalmarsi su pancia, seno ed eventuali punti critici un po’ di olio ogni giorno, dopo aver fatto la doccia (non è necessario esagerare con le quantità!). Per favorirne l’assorbimento, l’olio deve essere distribuito sulla pelle ancora bagnata con delicati movimenti circolari: una specie di auto-massaggio, che può risultare anche rilassante, dopo una giornata di lavoro e mano a mano che la pancia si fa pesante. La sensazione di “unto” dura davvero pochissimo: tuttavia, se pensate che possa darvi fastidio, vi consiglio di procedere con doccia e applicazione di sera, prima di andare a dormire, e di utilizzare poi biancheria di cotone rigorosamente bianca.

Avendo il bottiglione di olio di mandorle in casa, ho scoperto con il tempo anche altre applicazioni del prodotto: ad esempio, è utile per proteggere le labbra dal freddo, in sostituzione del burro-cacao. Basta applicarne una quantità minima, magari al mattino o quando state per uscire di casa. Potete anche utilizzarlo come scrub prima di procedere con la doccia, massaggiandolo delicatamente sulla pelle asciutta. Può fungere anche da struccante, versandone qualche goccia su un batuffolo di cotone: questa modalità di impiego è tuttavia sconsigliata se avete la pelle grassa o mista (in questo caso, dovreste limitare l’applicazione al contorno occhi). Ancora, potete usarlo come maschera nutriente per i capelli sfibrati, massaggiandoli delicatamente e soffermandovi sulle punte, per poi lasciarli in posa un’oretta prima di lavarli. Fate attenzione però a non applicarlo sulla cute, soprattutto se è grassa: peggiorereste la situazione…

Infine, le ostetriche dell’ospedale in cui ho partorito mi hanno consigliato l’olio di mandorle dolci anche per massaggiare dolcemente la pelle della neonata dopo il bagnetto serale… insomma, non capita tutti i giorni di imbattersi in un prodotto così versatile, no?

L’immagine è tratta dall’atlante ottocentesco delle erbe medicinali Koehler’s Medizinal-Pflanzen, via Wikipedia.

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