12 siti archeologici del mondo che vale la pena visitare

Rovine e siti storici, simboli di civiltà ormai scomparse che sanno raccontare ancora tanto. Con i lillipuziani si comincia a parlare un po’ di storia e di popoli antichi e proprio vicino a noi abbiamo tanto ma tanto da vedere.

Partiremo sicuramente da Pompei, Ercolano, Paestum, per poi spingerci, quando possibile, un po’ più oltre. Siti archeologici ce ne sono ovunque, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma ecco quelli che m’ispirano di più.

Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabiae – Campania

Pompei è senza dubbio il sito più conosciuto, ma da visitare sono anche Ercolano e Oplonti, cui toccarono le stesse sorti dopo la disastrosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Di dimensioni minori, gli scavi archeologici di Stabiae (Castellammare di Stabia) raccontano un diverso aspetto dello stile di vita degli antichi romani, un luogo di villeggiatura dove vennero costruite parecchie case rustiche e ville residenziali decorate con pitture e suppellettili.

p.s. Nella provincia di Napoli merita una visita l’altrettanto stupefacente ito archeologico dei Campi Flegrei 😉

Paestum – Campania

In questo lembo di Cilento, in provincia di Salerno, si conservano i resti dell’antica città della Magna Grecia di Paestum. L’entrata ai templi e agli edifici della città, prima greca e poi romana, ti lasciano a bocca aperta per l’imponenza, mentre una visita va fatta anche al Museo Archeologico, che raccoglie reperti datati dal VII secolo a.C. al VII secolo d.C.

Agrigento Valle dei Templi – Sicilia

1300 ettari di civiltà antiche. Il sito archeologico di Agrigento è tra i più grandi al mondo, caratterizzato dai resti di dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli, opere idrauliche, fortificazioni, una parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca, due luoghi di riunione e un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.

Tutta la storia è racchiusa qui, come non portarci i lillipuziani?

Pranu Muttedu – Sardegna

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È uno dei siti archeologici più suggestivi della Sardegna e sono in molti a definirlo come la Stonehenge sarda. Si tratta di un parco archeologico di oltre 2mila metri quadrati che si trova sulla provinciale che porta a Cagliari. Qui è ospitata la più alta concentrazione di menhir della Sardegna.

Stonehenge – Inghilterra

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Beh, una puntatina la merita quest’area anche per il solo fatto che su di essa gravitano una infinità di misteri e teorie. È un sito neolitico che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire, in Inghilterra, circa 13 chilometri a nord-ovest di Salisbury, ed è composto da un insieme circolare di grosse pietre erette, conosciute come megaliti.

Atene e Delfi – Grecia

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Sull’Acropoli, la rocca di Atene, si ammirano il Partenone e altri magnifici templi. Gli edifici sono tutti risalenti al V secolo a. C., anche se il Partenone ha conservato le tracce della chiesa cristiana costruita all’interno del tempio pagano.

A sole due ore da Atene, Delfi ha un so che di magico: è qui che il celebre oracolo dava consigli a Greci e Romani. Sono ancora ben visibili il tempio dove si trovava l’oracolo, lo stadio dove ogni 4 anni si svolgevano i giochi pitici, in onore della sacerdotessa Pizia, e i tesori donati da alcune città in onore di Apollo.

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Timgad – Algeria

Se vi volete inoltrare, la città di Timgad, vicino al deserto del Sahara, nella zona di Batna alle falde settentrionali dell’Aurès, è uno dei luoghi più belli e meglio conservati dell’Africa romana. Sono ancora visibili la cinta muraria, il foro, la biblioteca, il teatro, alcuni templi, edifici termali, un macellum e delle abitazioni private con dei mosaici.

Sintra – Portogallo

Non è un “sito archeologico” propriamente detto, ma noi ci siamo avventurati a Sintra da Lisbona in una bella giornata di sole. E abbiamo scoperto il Castelo do Mouros, arroccato sopra la città, dove si trovano le rovine di un castello moresco risalente al VIII secolo. In una giornata limpida si può vedere la costa e la città di Cascais in lontananza. Vale la pena arrivarci, soprattutto per il gusto di vedere la meraviglia negli occhi dei bambini.

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Tikal – Guatemala

In Guatemala, nel dipartimento di Petén, si trova la più estesa delle antiche città in rovina della civiltà Maya. Qui si racconta bene tutta la civiltà precolombiana. Le rovine sono su una pianura coperta di foresta pluviale, comprendente ceiba (Ceiba pentandra) alberi consacrati dai Maya; cedri tropicali (Cedrela odorata) e mogano

Pueblo Bonito – Stati Uniti

Se il vostro viaggio negli States deve avere colori e visioni diversi dal solito, un salto va fatto al Chaco Canyon, che comprende le “grandi case” costruite dai puebloani, di cui il Pueblo Bonito è il complesso più grande e famoso con ben 350 stanze a piano terra e le 35 camere cerimoniali.

Machu Picchu – Perù

Dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e inserito nel 2007 tra le sette meraviglie del mondo, oggi Machu Picchu è universalmente conosciuta sia per le sue imponenti rovine, sia per l’impressionante vista che si ha sulla valle dell’Urubamba circa 400 metri più in basso. Si trova nella valle dell’Urubamba e il suo nome è l’unione dei termini quechua “machu” (vecchio) e “pikchu” (cima o montagna). La cima del monte Wayna Picchu che domina le rovine può essere visitata solo da un numero limitato di persone al giorno.

Angkor Wat – Cambogia

4. Angkor Wat

Per alcuni, Angkor Wat incarna l’esperienza di viaggio cambogiano. Le antiche rovine di Angkor sono considerate uno dei più grandi successi di ingegneria del genere umano. È un tempio khmer di forma rettangolare, circondato da un fossato e con cinque torri al centro, fatto costruire da re Suryavarman nei pressi della città di Siem Reap in Cambogia perché diventasse il suo mausoleo.

Alla prossima

Germana 😉

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