Chiediamo di istituire una giornata per i bambini di Taranto e della Terra dei Fuochi, vittime dimenticate

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Giornata nazionale delle vittime dell’inquinamento ambientale il 25 febbraio. Due anni fa l’ex ministro dell’Ambiente Costa aveva dato il via libera all’istituzione, ma che fine ha fatto?

Doveva essere celebrata domani ma purtroppo di questa Giornata, importante e quanto mai attuale, non c’è traccia. Abbiamo anche contattato il ministero dell’Ambiente ma senza esito.

Una data, quella del 25 febbraio, non scelta a caso. Quel giorno infatti è stata effettuata una fiaccolata per ricordare tutte le piccole vittime della città di Taranto, a un mese dalla scomparsa di  Giorgio Di Ponzio, un ragazzo di appena 15 anni, colpevole solo di vivere in una delle città più inquinate d’Italia.

Lì i casi di tumore erano addirittura raddoppiati in soli 10 anni. Giorgio aveva combattuto per 3 anni contro il cancro ma purtroppo non ce l’ha fatta. Il giovane però non doveva  essere solo un numero, l’ennesima vittima silenziosa dell’inquinamento ambientale. Per questo nel 2019 l’Associazione Genitori Tarantini ha organizzato un coordinamento delle associazioni territoriali dei siti più inquinati d’Italia per chiedere, insieme alla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), di istituire la Giornata Nazionale Vittime dell’Inquinamento Ambientale il 25 Febbraio, data del trigesimo dalla morte di Giorgio.

Purtroppo il loro, come quello di molti altri genitori, è rimasto un grido inascoltato. Lo scorso anno, Peacelink ha avviato una consultazione pubblica, che verrà rinnovata anche quest’anno, per chiedere l’istituzione di questa giornata in nome di tutte le piccole vittime dell’inquinamento ambientale:

“Ogni anno sono 84.300 le vittime in Italia del solo inquinamento atmosferico (dati OMS) a cui si devono aggiungere i 3.200 decessi attribuibili a tumore al polmone causato dalla presenza di gas radon in ambienti indoor (dati ISS). L’inquinamento dell’acqua causa 14 decessi al giorno in Europa, mentre per quello del suolo gli studi epidemiologici danno indicazioni sul rischio (per il Testo Unico Ambientale, Legge 152/06, è accettabile 1 caso su 1milione – in letteratura vi sono molti casi di contaminazione in cui il rischio per la popolazione esposta è pari o superiore a 1 su mille. Una strage silenziosa che, per troppi decenni, non ha trovato la giusta attenzione da parte dei media, del mondo produttivo e del Legislatore” sostiene PeaceLink.

Perché è importante istituire la Giornata nazionale delle vittime dell’inquinamento ambientale

Ancora oggi, è difficile dimostrare che queste morti siano legate all’inquinamento ambientale. La giornata serve a dare maggior visibilità a questo collegamento, soprattutto in italia dove purtroppo questo non è ancora facile. In altri paesi ci sono già dei casi giudiziari emblematici che hanno dimostrato il terribile legame di alcune  malattie all’inquinamento. E’ accaduto alla piccola Ella, il cui caso fa da apripista: la bambina, morta a soli 9 anni per una grave forma d’asma, è diventata la prima persona nel Regno Unito per la quale l’inquinamento atmosferico è elencato come causa di morte.

E in Italia? Le nostre istituzioni finora non hanno ascoltato il grido delle oltre 80mila famiglie che hanno perso uno dei loro cari a causa dell’inquinamento.

Perché è importante istituire la Giornata? Lo abbiamo chiesto al Presidente di PeaceLink, Alessandro Marescotti:

“Le vittime dell’inquinamento sono silenziose, hanno la caratteristica di non fare rumore. Siamo noi a dover dare voce a questa tragedia. Stiamo parlando di persone che a distanza di tempo scoprono di avere un tumore, ma abbiamo anche vittime immediate perché gli effetti dell’inquinamento, come quelli neurotossici, sono anche a breve termine.  L’importanza di questa giornata sta nella potenziale mobilitazione che può nascere da un appuntamento annuo di questo tipo. Le giornate hanno lo scopo di far maturare la consapevolezza dell’esistenza di un problema spesso ignorato. Questa giornata potrebbe avere la capacità nella società civile, nella scuola, in tutti i percorsi che fanno riferimento alla sostenibilità, di far apparire finalmente l’altro aspetto dell’inquinamento ambientale, quello sanitario, spesso slegato dalla salute. Dovremmo cercare di tenere insieme i due aspetti.”

Abbiamo intervistato anche il prof. Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, che ci ha confermato che la giornata non solo non è stata istituita nonostante i numerosi solleciti ma le istituzioni non danno ancora risposte.

“Proprio questa mattina c’è stato un incontro tra i nostri rappresentati e quelli di altre istituzioni vicine al mondo ecclesiastico per discutere sul da farsi col nuovo Governo” dice il prof. Miani.

Ci conferma che al momento la Giornata non è stata istituita?

“Sì, l’abbiamo chiesta sul finire dell’anno scorso ma senza esito positivo, anche se a voce tutti dicono che sia un’ottima idea. A seguito dell’incontro di oggi, nei prossimi giorni arriverà una richiesta formale e ufficiale al nuovo Governo”.

Perché è importante l’istituzione di questa Giornata?

“Prima di tutto perché abbiamo moltissime persone che di inquinamento sono morte e muoiono nelle città più martoriate. In secondo luogo, è un’occasione di riflessione e di divulgazione di attività di ricerca destinate a migliorare le condizioni di salubrità dell’ambiente, con ricadute positive sulla salute umana e su quella animale e vegetale visto che viviamo in un ambiente a circuito chiuso. Nasce proprio per le morti bianche, di cui nessuno parla, soprattutto bambini che ogni anno muoiono” dice Miani a GreenMe.

Pensiamo a Taranto o alla Terra dei Fuochi

“Non è solo Taranto. Considerate che ogni 500 bambini che nascono in Italia, uno nasce e muore entro i 14 anni per un tumore di origine ambientale. Il cancro è diventato la prima causa di morte in età pediatrica. Poi ci sono altri numeri emblematici, ad esempio un bambino su 77 oggi in Italia nasce con disturbi più o meno gravi del neurosviluppo. Ancora, uno su 55 con disturbi dello spettro autistico, patologie da cui non si guarisce. Non è solamente la morte fisica ma la persona è vittima dell’inquinamento ambientale. Le malattie dello spettro autistico sono dovute principalmente agli inquinanti emergenti dell’acqua e dell’aria, come ad esempio gli ftalati, e poi abbiamo comunque quegli 80mila decessi prematuri all’anno dovuti all’inquinamento atmosferico. Sono numeri importanti anche se le istituzioni e la politica sembrano disattente. L’istituzione di una Giornata ufficiale può essere occasione per la riflessione collettiva e istituzionale”.

Non possiamo che augurarci che il grido di queste famiglie, dei medici e delle associazioni che da tempo chiedono giustizia possa essere ascoltato. Non si può aspettare oltre.

Fonti di riferimento: PeaceLink

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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