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Una vittoria storica, un vero e proprio trionfo della democrazia. Che fa scendere i cittadini in piazza, gongolare l’opposizione e tremare la maggioranza. Questi in sintesi gli umori dopo lo schiacciante raggiungimento del quorum (dai dati forniti in diretta dal Viminale ha votato quasi il 57% degli aventi diritto (al momento mancano da conteggiare solamente i numeri relativi agli italiani all’estero) e i SI a tutti e quattro i quesiti del referendum del 12/13 giugno si attestano intorno al 95% quando sono già l’80% dei seggi scrutinati.

Erano 16 anni che non veniva raggiunto il numero necessario a convalidare una consultazione popolare a carattere nazionale, ma gli italiani hanno voluto dire la propria su acqua, nucleare e legittimo impedimento, nonostante il black out di informazione proveniente dalle reti nazionali e l’opera di boicottaggio che ha caratterizzato la campagna di questi referendum.

Ed è sui social network, Facebook e Twitter in primis che esplode la gioia, la goliardia e le emozioni di un popolo che oggi sente finalmente di essersi riappropriato delle istituzioni e del senso civico. Spazio allora a video, foto e sketch che si stanno diffondendo viralmente su internet, luogo privilegiato della stessa campagna referendaria.

Ma è una valanga anche di commenti, dagli esponenti politici, dalle associazioni e dalle stesse aziende che operano nelle rinnovabili e che oggi la borsa ha fatto schizzare in alto. Proviamo a riassumerli

Le reazioni politiche

Berlusconi: “prendo atto”

Era quella più attesa e la reazione del Premier non si è fatta attendere. Schivando l’esultanza dell’opposizione e le stesse contestazioni dei suoi alleati, Silvio Berlusconi prende atto della volontà popolare e con una nota fa sapere come "L'alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata", si legge nella nota ufficiale del Presidente del Consiglio che aggiunge "anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione. Il governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum".

Bersani: è divorzio tra Governo e Paese

Il primo a cantar vittoria nell’opposizione è il leader del PD, Bersani che sottolinea come questo sia stato un “referendum sul divorzio…tra il Governo e il Paese. Ora siamo pronti a esprimere un altro programma di politica energetica che faccia a meno del piano del nucleare del governo".

Vendola: Non è un referendum su Berlusconi ma lo è certamente sul berlusconismo'

Dello stesso avviso anche Nichi Vendola che precisa come non si tratti di un referendum legato ai partiti, ma trasversale: 'Difficile non cogliere un legame oggettivo che è - secondo il leader di Sinistra, Ecologia e Libertà, - nella mobilitazione democratica, nell'effervescenza che finalmente ha colto questo paese e lo ha rimesso in piedi, gli ha ridato il gusto della politica e fatto scoprire una passione politica grande'. 'Ovviamente - ha aggiunto il Governatore della Puglia - non era un referendum immediatamente legato alle vicende dei partiti. Non è un referendum su Berlusconi ma lo è certamente sul berlusconismo'. 'Non sembri un gioco di parole ma il berlusconismo inteso come stagione complessiva di sradicamento della cultura dei beni comuni - ha concluso Vendola - oggi giunge al suo punto di compimento, al suo capolinea. Da oggi siamo fuori da quella stagione e questa è una lezione per tutti, a destra, al centro e a sinistra'.

Terzo polo: Casini-Fini-Rutelli: “è la sconfitta totale del Governo”

Più netta la posizione del Terzo polo che vede nel referendum la sconfitta totale del Governo: «Il sì ai referendum è un no grande come una casa a questo governo. È tempo che Berlusconi ne prenda atto», scrivono in una nota Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli «la grande partecipazione popolare ai referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani».

Di Pietro – IDV: “ è un paese vivo”

E non poteva che esultare Antonio Di Pietro, uno dei maggiori sostenitori dei referendum il quale parla di “risultato straordinario” che dimostra “un Paese vivo, che crede nella Costituzione e che nei passaggi importanti sa far sentire la sua voce. Sono orgoglioso, dopo il dovere svolto da magistrato con Mani pulite, di aver con il referendum fatto qualcosa di importante per il mio paese

La Lega di Bossi: “sono stufo di prendere sberle”

E a sbottare per il risultato che in fondo anche il leader del carroccio temeva, è proprio lui, Umberto Bossi, stufo di “prendere sberle”: "Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora è arrivata la seconda. Non vorrei che diventasse un'abitudine - ha tuonato l'esponente leghista -. "Domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22".

Beppe Grillo: “siamo ancora un popolo”

E non si fa attendere neppure la reazione di Beppe Grillo, il comico leader del Movimento a cinque stelle che sul suo blog scrive con la consueta irriverenza bi-partisan: "Siamo ancora un popolo! È stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare è il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato a fanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo". "Saluto con affetto - aggiunge - Formigoni, Chicco Testa, Veronesi e il Bersani di quarta generazione. Per l'acqua arriva ora la parte più complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sarà facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure".

Le reazioni delle Associazioni

Greenpeace su referendum nucleare: “vittoria storica”

La prima associazione ad esultare per i risultati del referendum sul nucleare è Greenpeace che parla di “vittoria storica”: "A distanza di quasi venticinque anni dal Referendum del 1987, l'Italia ribadisce ancora e definitivamente il proprio rifiuto all'energia nucleare - commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace. - È giunto il momento di seguire il modello tedesco verso un sistema energetico basato su efficienza e fonti rinnovabili".

L’associazione passa subito al sodo chiedendo che i 60 miliardi di euro, necessari a sviluppare il piano nucleare del Governo vengano ora investiti nel settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica:
"Con questo voto popolare, l'Italia è il terzo Paese del G8 a eliminare l'energia nucleare dai propri piani energetici per il futuro in poche settimane - aggiunge Aslihan Tumer, responsabile della campagna Energia di Greenpeace International. - Con il Giappone, la Germania, la Svizzera e adesso anche l'Italia che stanno abbandonando la prospettiva del nucleare, tutti i Paesi del mondo devono prendere atto che l'energia dell'atomo è arrivata al capolinea e che devono lavorare per lo sviluppo di nuove energie pulite e sicure per il futuro".

WWF: “Grazie di Quorum”

L’associazione del Panda così titola la sua home page, congratulandosi con tutti gi italiani che hanno contribuito a raggiungere il quorum: È un’Italia capace di futuro, quella che ha contribuito al raggiungimento del quorum (come emerge dai primi dati e dalle proiezioni al momento disponibili). Fuori dai canali ufficiali dei media generalisti, mille volti e mille voci in rete non hanno ceduto alla consegna del silenzio o dell’indifferenza, dimostrando una voglia di partecipazione impetuosa, che si è espressa attraverso canali di comunicazione non convenzionali. Il popolo italiano ha voluto dire la sua su scelte fondamentali per il futuro della comunità nazionale quali quelle relative alla gestione dell’energia e dell’acqua, nel rispetto del principio di equità sociale e tra la attuali generazioni e quelle future.”, ha commentato a caldo il presidente del WWF Italia, Stefano Leoni.

Legambiente: “oggi è un buon giorno per l’Italia”

Anche Legambiente si congratula con “L’Italia che reagisce e che partecipa” dicendo inequivocabilmente No al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua.

Oggi è una bellissima giornata per il Paese e per tutti gli italiani – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Dopo aver perso due anni dietro ad una infatuazione del tutto anacronistica del governo verso un tecnologia vecchia e pericolosa, chiediamo oggi alla maggioranza di non fare altri danni e di legittimare il risultato elettorale dando il giusto spazio e gli strumenti adeguati allo sviluppo delle tecnologie moderne, sicure e pulite, che gli italiani hanno evidentemente scelto, consci fino in fondo dei vantaggi derivanti dall’essere un Paese privo di centrali sul proprio territorio”.

CISPI: L’Italia Batte il Quorum, una grande prova di democrazia

Un forte segnale di speranza – commenta Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, coordinamento di 45 associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale. “Una dimostrazione della volontà dei cittadini di partecipare attivamente alla vita politica e sociale del paese. Una grande prova di democrazia!

Gli italiani hanno dimostrato che i beni comuni, l’acqua, l’ambiente, la giustizia, sono il vero nocciolo della politica e vengono prima di qualsiasi schieramento o interesse di parte. Hanno affermato con forza la volontà di difendere i beni comuni essenziali alla vita da ogni forma di potere e dagli interessi di ogni tipo, a partire da quelli economici!

Questa grande mobilitazione, segno di civiltà e di cittadinanza responsabile, ci dice che non ci sono leader che possono condizionare il vero obiettivo della politica, che è la difesa e la garanzia dei nostri diritti, in primis il diritto alla vita".

Slow Food: non c’è miglior modo di festeggiare i nostri 25 anni

Esulta anche l’associazione della chiocciolina che festeggerà i risultati del referendum in 300 piazze italiane in occasione delle celebrazioni per i 25 anni di Slow Food:

«Il raggiungimento del quorum e la vittoria del Sì ai referendum su acqua e nucleare è un risultato straordinario che premia soprattutto il grandissimo impegno dei comitati promotori e delle migliaia di volontari che in tutta Italia hanno prima raccolto le firme e poi fatto una capillare campagna di informazione per spiegare ai cittadini il motivo per cui era fondamentale andare a votare e votare Sì. In particolare il risultato ottenuto con i due referendum sull’acqua afferma senza ombra di dubbio che gli italiani riconoscono l’acqua come bene comune e vogliono che la sua gestione sia pubblica e svincolata da qualsiasi interesse economico» così Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, commenta i risultati referendari.
«Con la vittoria del sì nel referendum sul nucleare – prosegue Roberto Burdese - la società civile manda un forte segnale al mondo politico ed economico affinché già dai prossimi mesi tutti gli investimenti e la ricerca si concentrino sulle fonti rinnovabili».

AIAB: "Grandissima soddisfazione per raggiungimento quorum e risultato referendario. Senza nucleare più forza e più sicurezza per il bio italiano "

La soddisfazione è tanta anche per l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica: "Il raggiungimento del quorum rappresenta una straordinaria vittoria della democrazia, del senso civico degli italiani, nonché dei movimenti e delle associazioni che hanno sostenuto la battaglia referendaria per fermare il nucleare e per difendere l'acqua bene comune".
È il commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale di AIAB "Avendo aderito da subito sia al comitato referendario Vota Sì per Fermare il Nucleare che al comitato 2 Sì per l'Acqua Bene Comune - prosegue Ferrante - non possiamo che esprimere la nostra più profonda soddisfazione per l'esito della consultazione elettorale. Si tratta di un risultato storico, che dopo 16 anni di flop rivitalizza uno straordinario strumento di democrazia diretta come il referendum abrogativo e che, chiudendo definitivamente l'era del termonucleare italiano, garantirà maggiore sicurezza e maggiore forza all'agricoltura biologica made in Italy. Altrettanto importante la vittoria dell’acqua bene comune. Per garantire la tutela di questa preziosa, ma finita risorsa, AIAB si impegna a promuovere un uso equo e responsabile dell’acqua in agricoltura".

Coldiretti: ora niente speculazioni sulle rinnovabili

In riferimento ai risultati del referendum , in particolare quello sul nucleare, la Coldiretti insieme al plauso, mette in guardia dai rischi connessi alle speculazioni nel settore delle rinnovabili temendo per gli effetti che i grandi impianti possano avere sul territorio e l’agricoltura.

Con lo stop al nucleare la produzione di energia rinnovabile rappresenta una necessità e una occasione di sviluppo, per il Paese e per il settore agricolo, che deve però diffondersi nel rispetto degli equilibri ambientali e paesaggistici dei diversi territori e che - sottolinea la Coldiretti - non può prescindere da una pianificazione, a livello locale, che sappia realmente integrare lo sviluppo energetico ed economico nell’ambito di una puntuale valutazione ambientale, territoriale e paesaggistica. L’incremento della produzione di energia rinnovabile, deve avvenire garantendo il minor consumo possibile di territorio ed il riutilizzo di aree già degradate da attività antropiche. Per quanto riguarda gli impianti destinati all’inserimento in aree agricole, occorre prevedere - conclude la Coldiretti - una vera e propria valutazione agronomica, oltre che territoriale, con lo scopo di verificare la compatibilità con il sistema produttivo locale e rispettare gli equilibri necessari al mantenimento nel tempo dell’attività agricola in tale area

Chianetta – Assosolare: “Bene parole Governo su rinnovabili, ora però servono i fatti”

Come Assosolare non possiamo che apprezzare le parole del Presidente del Consiglio Berlusconi e del Ministro Prestigiacomo, in concomitanza con il referendum sul nucleare, sulla necessità per il Paese di appoggiare le fonti di energia rinnovabile. Invitiamo pertanto il Governo ad un’azione efficace verso le rinnovabili, considerato che l’azione normativa degli ultimi mesi ha solo bloccato il settore che stenta a ripartire. Occorre puntare a obiettivi più ambiziosi nel lungo periodo con step intermedi di medio - lungo termine.

Non servono incontri sporadici, ma un tavolo permanente Governo-Industria delle rinnovabili che possa monitorare la crescita del mercato e intervenire dove c’è bisogno. Sul fotovoltaico, dal quarto conto energia non si stanno avendo i risultati che il Governo sperava: ad ora la ripresa del settore resta timida dopo mesi di blocco dovuti alla revisione degli incentivi. Servirebbe ripensare all'opportunità del cap rigido e del meccanismo burocratico di accesso che soffoca oggi la fattibilità degli impianti medio-grandi. Da questo segmento, così come da quello degli impianti piccoli, non si può prescindere per raggiungere e a questo punto andare anche oltre gli obiettivi 2020 imposti dalla UE all’Italia in termini di energia prodotta da fonti rinnovabili”.

Tra le dichiarazioni manca quella dei Circoli dell'Ambiente di Fimiani che hanno visto bene, reduci anche dalla figuraccia fatta in occasione del referendum in Sardegna, di rimanere in silenzio. Anche perché vista la schiacciante vittoria stavolta non avrebbero avuto molto a cui aggrapparsi.

Simona Falasca

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