Salone del Mobile di Milano: ricominciare dal cartone

Anche ai designer nazionali comunque non sono sfuggite le potenzialità del cartone. Dagli sgabelli di cartone arrotolato realizzati dalla Lago, azienda leader del made in Italy, ai cestini porta rifiuti in cartone proposti per il concorso "Dismettiamola", ai numerosi piccoli studi di designer italiani che si propongono come specializzati nell'uso del cartone: tra questi Giorgio Caporaso e lo Studio Uroboro di Pisa.

Una creazione di Giorgio Caporaso

Il cartone come soluzione reale o specchietto per le allodole? Di certo un tentativo per riportare l'attenzione del design alle matrici essenziali del progetto e dell'oggetto, e per pensare concretamente a quella sostenibilità preventiva di cui parla la giovane designer Angela Ponzini (guarda su Vimeo l'intervista realizzata per greenMe.it da Michele Clausi ).

Indipendentemente dalle motivazioni, il cartone si dimostra essere un materiale che, al contrario dell'immagine di povertà che si trascina dietro, propone una nuova dimensione estetica priva di eccessi, semplice, leggera, trasformabile e riutilizzabile in qualsiasi momento del suo ciclo di vita.

Le strutture a nido d'ape o la particolare caratteristica ondulata del cartone in aggiunta a colla e adesivi o a resine protettive, rende questo materiale realmente resistente. E se proprio decidiamo che non sia il miglior modo per costruirci la nostra nuova cucina, può sicuramente trovare utilizzo per sedie, tavolini, poltroncine, porta-oggetti spesso crogiuoli di plastiche e materiali molto lontani dall'essere sostenibili.

Pamela Pelatelli

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