EUROBIKE_2010
Sebbene si sia conclusa da qualche giorno, Eurobike 2010 costituisce sempre un'occasione per osservare alcune fra le novità tecniche più interessanti nel campo delle bici elettriche. Alla kermesse tedesca, infatti, erano presenti i prototipi che vedremo (e... cavalcheremo) nell'immediato futuro.

Nei giorni scorsi, ci eravamo occupati del sistema e-Bike realizzato dalla Bosch, che segna il debutto nel settore delle biciclette per il colosso tedesco dell'elettronica applicata alla mobilità, e del suo innovativo sistema da applicare sulle tradizionali biciclette, che converte la pedalata da “muscolare” a pedalata assistita in base alle caratteristiche fisiche del conducente e alle condizioni della strada.

Altro aziende, presenti ad Eurobike, hanno esposto dei dispositivi di assistenza alla pedalata. Per la maggior parte, come nel caso della Bosch, si è trattato di kit e apparecchi pronti da montare sulle biciclette “normali” per renderle elettriche.

Cube: “senza fili” fa risparmiare peso e rende il sistema più semplice

cube

Dalla tedesca Cube, ecco la EPO, bicicletta che utilizza un sistema wireless per la trasmissione dell'energia elettrica. Esteticamente, si presenta come una city bike dall'aspetto sportivo. Il motore elettrico viene applicato nel mozzo della ruota posteriore. Completa il kit l'alloggiamento della batteria in un comodo – e “discreto” - contenitore sistemato in corrispondenza del tubo piantone del telaio.

KTM: dalle moto alle MTB. Ora anche elettriche

ktm

Un'interessante proposta è arrivata dalla KTM. Il costruttore austriaco, che ha contribuito in prima persona negli anni 70 alla diffusione delle moto da “regolarità” (come si chiamavano allora, poi “enduro”) dimostra una volta di più di sapersi adattare alle nuove tendenze. L'imperativo attuale (mobilità sostenibile) viene interpretato dalla KTM come una evoluzione nel concetto di Mountain Bike nel quale si è tuffata da qualche anno. All'EuroBike ha presentato la Egnition, prototipo di Mountain Bike bi-ammortizzata a pedalata assistita. Rispetto ad altre proposte, qui la batteria al litio trova posto in corrispondenza del tubo orizzontale del telaio. Motore elettrico alla ruota posteriore. Non è stato comunicato il periodo di commercializzazione di una prima serie.

Shimano: accumula energia dai freni

shimano

Il sistema di recupero dell'energia prodotta nelle fasi di frenata, ereditato dalla tecnologia automobilistica, trova una sua applicazione anche nelle biciclette. Fra le grandi aziende ad averlo adottato c'è la Shimano, che alla rassegna tedesca ha esposto una bici da città equipaggiata con questo dispositivo, chiamato StePS, già annunciato nei mesi scorsi e, ora, mostrato “a bordo” di una bici. Esteticamente si presenta come un “normalissimo” sistema di pedalata assistita, ma quando il conducente agisce sulle leve dei freni, si attiva il recupero dell'energia, che contribuisce a non scaricare la batteria. In questo modo, la vita dell'accumulatore raggiunge una durata (dichiarata) fino a otto anni.

Suntour:”assorbe” le microvibrazioni del motore elettrico

suntour

Dalla Suntour, ecco un sistema che permette di non dissipare energia, attraverso l'annullamento delle pur minime vibrazioni del motore elettrico, sistemato all'interno del mozzo della ruota anteriore. “Cuore” del dispositivo è una forcella a controllo elettronico, che “avverte” le microvibrazioni e le annulla. In questo modo, viene impiegata più energia possibile: qualsiasi spreco, infatti, è ridotto al minimo.

Biciclette dalla linea accattivante: contribuiranno alla diffusione dell'”elettrico”?

Qualche considerazione finale. È da apprezzare lo sforzo, da parte dei costruttori occidentali, nel proporre biciclette dal design accattivante. Fra i “punti a sfavore” nei confronti delle bici elettriche e a pedalata assistita (la maggior parte provenienti dall'estremo oriente), infatti, una certa “povertà” di design. Con “linee” più interessanti, grintose, e che magari strizzino l'occhio a uno stile rétro che incontra sempre il favore del grande pubblico, per molti indecisi questo potrebbe costituire un motivo in più per accaparrarsi una “due ruote a zero emissioni”.

C'è sempre il problema dei costi: l'acquisto, anche se compensato dalle spese vive pressoché assenti, è sempre un po' elevato. Contiamo che, per il futuro a breve – medio termine, gli aggiornamenti tecnologici delle batterie al litio, e la loro progressiva diffusione nella mobilità quotidiana, potranno contribuire a rendere le bici a zero emissioni sempre più abbordabili.

Piergiorgio Pescarolo


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