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Parola d' ordine: tracciabilità dei rifiuti, soprattutto di quelli pericolosi. Dal primo di Ottobre, infatti, per oltre mezzo milone di imprese italiane, sarà obbligatorio aderire al SISTRI (Sistema per la Tracciabilità Informatica dei rifiuti). Un sistema che in Campania riguarderà anche i rifiuti urbani.

Trascorso il periodo sperimentale, infatti, da Ottobre andranno definitivamente in pensione gli strumenti cartacei fino ad oggi utilizzati per identificare i rifiuti e stabilirne il percorso, dal produttore o proprietario/detentore degli stessi fino al loro corretto smaltimento in discarica, obbligatoriamente da parte di intermediari e trasportatori abilitati. Ovverosia, appunto, la cosiddetta "tracciabilità" dei rifiuti".

Niente più FIR, dunque , cioè i Formulari di Identificazione dei Rifiuti sui quali, al momento del conferimento all'intermediario, bisogna indicare il tipo di rifiuto con relativo codice di identficazione (CER), la tipolologia e la pericolosità, lo stato in cui si trova (ad esempio se solido o meno) e la quantità stimata. Una volta avvenuto il conferimento alle pubbliche discariche, poi, lo smaltitore, di concerto con i responsabili dell'impianto, deve annotare la quantità effettiva dei rifiuti e inoltrare una copia con la prova dell'avvenuto conferimento all' originario produttore o detentore dei rifiuti stessi. Questi utlimi devono annotare il carico e lo scarico dei rifiuti negli appositi Registri di Carico e Scarico, in precedenza vidimati dagli organi competenti. Entro Aprile di ogni anno, poi, le aziende produttrici dei rifiuti (attenzione, non si pensi solo alle grandi aziende di produzione, con il termine produttore/detentore dei rifiuti si intende anche la piccola azienda edile o idraulica che viene a fare anche piccoli lavori nelle nostre case, giusto per dare l'idea della quantità di aziende che, in base al tipo ed alla quantità giornaliera di rifiuti "prodotti" saranno coinvolte dalla novità) devono presentare la dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, abolita dal 2011) riferita alla quantità, e divisa per tipologia, dei rifiuti smaltiti nell'anno solare precedente.

Come si nota, dunque, si tratta di una procedura senza dubbio virtuosa ma piuttosto lunga, specie in caso di reati, perché la maggior parte dei controlli possibili avvengono a posteriori, da parte degli enti che ricevono la documentazione. Ma potrebbero esserci molti interstizi in cui persone senza scrupoli o, addirittura ( Saviano "docet") le ecomafie, si possono inserire per lucrare creando danni all'ambiente ed alla nostra salute.

Con il SISTRI, dunque, si vuole ovviare proprio a queste problematiche, creando un sistema di tracciabilità in tempo reale dei rifiuti. Infatti le aziende, tramite USB fornite (entro il 12 settembre 2010) dalle Camere di Commercio territorialmente competenti, accederanno al sistema on line SISTRI, senza usare (e sprecare) cartai ma, soprattutto, con la possibilità di verifica quasi immediata del "formulario elettronico dei rifiuti"e, quindi, dei rifiuti che si vanno a smaltire. Gli automezzi degli intermediari autorizzati, le cui targhe devono essere annotate anche nel registro cartaceo dei rifiuti, saranno monitorati grazie ad un sistema satellitare GPS (le Black box, le "scatole nere"), installato solo da officine autorizzate (che dovranno seguire due corsi d formazione all'anno) con il quale sarà sempre possibile controllare il percorso effettuato e verificare se si è andati effettivamente presso la discarica autorizzata e controllata.

Insomma le nuove tecnolgie daranno una mano all'ambiente e ci auguriamo che non ci siano problemi tecnici nella sempre difficile fase inziale. Ma per le aziende, almeno per ora, ci saranno dei costi. Un satellitare costerà dai 100 ai 700 euro all'anno. Mentre le aziende produttrici hanno dovuto già pagare ( scadenza 1 Agosto 2010) l'iscrizione al sistema Sistri, ma ci sono ancora molti ritardatari che dovranno mettersi in regola entro fine settembre, inviando la quietanza di avvenuto pagamento via fax (800 05 08 63) o mail ([email protected]).

Nel frattempo si stanno moltiplicando i corsi di formazione tenuti dalle Camere di Commercio e da altri enti ed associazioni di categoria. Le aziende, infatti, devono essere adeguatamente formate ed informate sulle procedure, sulla risoluzione di eventuali problemi tecnici, sull' utilizzo del software, sui dati da indicare e, naturalmente, sul nuovo sistema sanzionatorio ( assai pesante ) introdotto inizialmente con il dlgs 152/2006 , istitutivo del SISTRI, poi modificato dal D.lgs 4/2008 e, da ultimo, da Decreto del Ministero dell' Ambiente del 9 Luglio 2010, quando l'entrata in vigore del sistema SISTRI è stata differita (rispetto a quanto previsto dal precedente decreto del 17/12/2009) al primo di Ottobre. Serviranno chiarimenti, poi, anche per le aziende ( o le unità locali delle aziende stesse) che dovranno smaltire rifiuti ma che non sono soggette all' obbligo di iscrizione al SISTRI, ad esempio quelle con meno di dieci dipendenti, non calcolando tra di essi, ad esempio, i lavoratori stagionali. Tuttavia è possibile anche aderire al sistema SISTRI volontariamente, il temine di adesione è comunque fissato per il primo di Ottobre.

Il nuovo sistema SISTRI è, indubbiamente, un passo in avanti. Per il momento, tuttavia, ci pare che le aziende siano soggette ad adempimenti abbastanza gravosi, specie quelle medio-piccole, con il rischio di far diventare un peso una pratica che dovrebbe essere virtuosa ed a garanzia di tutti.

Speriamo che tutto vada per il meglio, a garanzia di tutti noi.

Andrea Marchetti


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