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Peli e capelli, gioie e dolori. Soprattutto per le donne, i primi da eliminare, i secondi da curare e sistemare. Ma perché non tutti possiamo averli alla stessa lunghezza? Come e quanto crescono i nostri capelli? Come si sono evoluti nei secoli?

In media, i capelli del cuoio capelluto crescono da 0,35 a 0,45 millimetri al giorno, ma questi numeri possono variare per motivi genetici, ormonali (alle donne in stato di gravidanza generalmente crescono più velocemente) e persino alimentari (infatti anche la dieta può influenzarne il tasso di allungamento).

Il corpo umano contiene circa 5.000.000 di follicoli piliferi e la funzione di ciascun di loro è quella di produrre un pelo. I nostri primi antenati avevano la maggior parte dei loro corpi coperti di peli, come i primati. Questo serviva a trattenere il calore, proteggere dal sole, permettere la mimetizzazione e altro ancora. Oggi, tuttavia, gli umani si distinguono dalle 5.000 specie di mammiferi perché sono praticamente nudi.

L’evoluzione di peli e capelli

capelli crescita

Tra i mammiferi, gli umani sono eccezionali in mancanza di una copertura completa dei peli del corpo. Questa infatti appare limitata a specifiche regioni del corpo, come il cuoio capelluto, le ascelle e l’inguine.

“Questo dato di fatto ha un significato fisiologicospiega a questo proposito Nina Jablonski, professore di antropologia presso la Pennsylvania State University - Mentre i nostri animali domestici ansimano per perdere il calore corporeo, noi sudiamo. L’evaporazione dell’acqua dalla superficie della nostra pelle è essenziale per mantenerci freschi. Veniamo da una lunga tradizione di maglioni efficienti.

“Nel corso dell'evoluzione umana, sono state necessarie più ghiandole sudoripare per far fronte a una maggiore gamma di attività” ha aggiunto, sottolineando che la mancanza di peli è diventata necessaria per sopravvivere. “Sudare non mantiene fresco il corpo su una coperta di peli arruffati e bagnati”.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti perdere i peli ha aiutato i nostri antenati a sopravvivere per la questione sudore, ma una pelle glabra priva di pigmento o di colore tende a scottarsi e bruciarsi. Lo stesso Sole, con la sua luce ultravioletta, può distruggere il Dna, con potenziali rischi per la salute.

Ed è proprio per questo che ci siamo “colorati”, selezionando individui che, in base all’intensità e alla durata media all’esposizione solare, possedevano un diverso contenuto di melanina. “La pigmentazione della pelle non solo protegge contro gli effetti pericolosi del nostro ambiente – spiega ancora la Jablonski - ma regola anche la quantità di radiazioni ultraviolette assorbite nel corpo in grado di stimolare la produzione di Vitamina D”.

Nel corso dei secoli e millenni poi, le differenze in peli e capelli sono diventate sempre più marcate. “I capelli delle popolazioni africane si selezionarono significativamente arricciati – si legge su un lavoro del 2016 - I capelli degli asiatici più spessi e quelli degli europei più chiari. Tuttavia, le analisi della pigmentazione hanno rivelato un alto livello di variabilità nel contenuto di melanina delle popolazioni non europee e lo studio della curvatura ha trovato un’ampia gamma di variazioni negli individui dell’Africa orientale”.

Come e quanto crescono peli e capelli

capelli ciclo

Peli e capelli hanno un vero e proprio ciclo di vita. I capelli iniziano a crescere da una radice sul fondo del follicolo - spiega l’American Academy of Dermatology - che viene alimentata dal sangue dei vasi sanguigni del cuoio capelluto: in questo modo le cellule di cui è composta la radice aumentano, facendo crescere i capelli.

Crescendo nella pelle, incontrano poi anche ghiandole sebacee che li “oliano”, rendendoli lucidi e morbidi. Con il tempo possono però diventare unti, ed è per questo che dobbiamo lavarci la testa. Quando poi escono dalla pelle muoiono, ed è per questo che non sentiamo dolore quando li tagliamo.              

I peli del resto del corpo seguono lo stesso “percorso”, ma il tutto dura solo un mese circa. Per questo non crescono (fortunatamente!) quanto i capelli.

Questo ciclo di vita è veramente rapidissimo. Basti pensare che l’unica parte del nostro organismo che cresce più velocemente è il midollo osseo. I capelli crescono di circa 15 centimetri all’anno. Quindi, anche se la crescita è rapida, ci vuole comunque tempo per avere i capelli molto lunghi.

Perdita di capelli e alopecia

capelli alopecia

Perdiamo naturalmente da 50 a 100 capelli al giorno. Questo perché ogni follicolo del cuoio capelluto cresce per alcuni anni e poi “si prende una pausa”. Quando questo avviene, i capelli nel follicolo cadono. Ma poiché i follicoli si “rilassano” in momenti diversi, non ci accorgiamo di “perdere capelli”, a meno che non ci sia una situazione patologica.

Tale condizione, detta alopecia, causa una diminuzione nella quantità di capelli in una o più zone della testa, e spesso si manifesta insieme ad un peggioramento di salute dello stelo. È per questo che la chioma appare più fragile e sfibrata, e nella maggior parte dei casi si evidenziano zone circoscritte in cui i capelli sono diradati o in cui manca del tutto la copertura.

Può essere banalmente dovuta all’invecchiamento, ma in alcuni casi, purtroppo, è piuttosto precoce, soprattutto nella popolazione maschile, poiché legata all’attività dell’enzima 5alfa-reduttasi di tipo II, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (alopecia androgenetica).

Perché i capelli diventano bianchi?

capelli bianchi

È normale che il colore dei capelli cambi con l’invecchiamento. Purtroppo però, i capelli bianchi possono apparire in qualsiasi momento della vita: anche gli adolescenti e i ventenni potrebbero notare ciocche di capelli bianchi.

Questo accade perché il corpo umano ha milioni di follicoli piliferi, ma con il tempo questi perdono le cellule del pigmento, con conseguente crescita di capelli bianchi o grigi. Che ci piaccia o no è il corso naturale delle cose.

In alcuni casi, tuttavia, i capelli diventano bianchi per situazioni patologiche. Uno studio del 2016, per esempio, ha esaminato i fattori legati allo “sbiancamento” prematuro dei capelli in giovani indiani sotto i 25 anni di età e ha trovato una stretta correlazione con bassi livelli di ferritina (proteina che immagazzina ferro nel corpo), vitamina B-12, e colesterolo HDL-C (quello “buono”).

In molti casi sono cause genetiche (e su quelle non si può fare molto, purtroppo), ma in altri il fenomeno è associato allo stress ossidativo, che impedisce agli antiossidanti di contrastare efficacemente gli effetti dannosi dei radicali liberi, molecole instabili che danneggiano le cellule, contribuendo all’invecchiamento e ad altre patologie.

Naturalmente anche altre malattie sono associate alla perdita di colore dei nostri capelli, come carenza di melanina e disfunzioni della tiroide. Ma anche nostri comportamenti poco salutari, come una vita molto stressante e il fumo.

I capelli quindi, devono essere curati come meritano, ma la loro osservazione può anche aiutare nella diagnosi di alcune condizioni patologiche.

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