No, a Hong Kong non c’è nessuna seconda quarantena: è una fake news

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No, a Hong Kong non c’è nessuna seconda quarantena. Il ritorno del lockdown nella regione autonoma cinese è una assoluta fake news.

Proprio nel giorno in cui in Italia le misure restrittive sono state ufficialmente prorogate fino al 13 Aprile, si stanno moltiplicando gli articoli dei media italiani che parlano di un “dietrofront” del governo di Hong Kong, che avrebbe “imposto nuovamente l’obbligo di stare a casa”. Il messaggio che viene lanciato è quello di guardare a questa situazione come monito per Paesi come l’Italia. Un invito ad andarci cauti con le riaperture,  sia totali che parziali. Peccato che ci sia ben poco, o quasi nulla, di vero.

“Così da qualche giorno tutti sono di nuovo costretti a rimanere a casa, i parchi e i cinema sono stati chiusi, gli assembramenti di più di quattro persone in pubblico sono stati vietati”, si legge sui giornali, in un frenetico copia incolla che non giova davvero a nessuno.

E ancora:

“dopo due mesi di quarantena (gennaio e febbraio) avevano ripreso lentamente le attività di tutti i giorni: i mezzi pubblici erano tornati a circolare, era possibile uscire per fare passeggiate e avevano anche riaperto bar e ristoranti. Ma è durato poco”.

Tutto parte da un’intervista a The Atlantic del professor Gabriel Leung, rettore dell’Università di Medicina di Hong Kong ed esperto di epidemie, in cui spiega come “la reintroduzione delle misure restrittive è la più discussa tra gli esperti e i governi mondiali. C’è bisogno di queste misure a vari gradi di intensità fino a quando si verificano l’immunità di gregge o una disponibilità sufficientemente estesa di un vaccino somministrato almeno a metà della popolazione”

Ma a questa dichiarazione si è aggiunta una lunga lista informazioni non veritiere e allarmiste.  A spiegarcelo, per filo e per segno, oltre al sito del governo locale, è il nostro contatto diretto da Hong Kong, che avevamo già intervistato qualche tempo fa proprio per farci raccontare da chi abita “laggiù” cosa potremmo aspettarci nel prossimo futuro. Chiara Degan, italiana emigrata ad Hong Kong con la famiglia quattro anni e mezzo fa, è incredula, sconvolta e amareggiata per quanto sta leggendo sui media italiani, come tanti altri abitanti della Regione autonoma, che stanno smentendo tutto questo sui social:

“Sto leggendo articoli sui principali quotidiani con informazioni completamente sbagliate sulla situazione in Hong Kong. Non ce n’è neanche una corretta! Ma quando mai hanno chiuso i ristoranti? E i parchi chiusi? Ma dove?!? Quanto ai mezzi pubblici, questi ultimi sono operativi da sempre! Non sono mai stati interrotti. Si lavora in smart working, ma in ufficio si può andare, se si vuole”,

spiega Chiara, smascherando le fake news che stanno allarmando mezza Italia.

Oltretutto, vale la pena ricordare che a Hong Kong non è mai stata dichiarato il lockdown come accaduto in Italia o Wuhan. Qui c’è stato piuttosto un isolamento volontario e preventivo.

“E le passeggiate? Nessuno ha davvero il divieto uscire, né prima né adesso. Possiamo farlo! Ma per coscienza civile, restiamo per lo più a casa (io non faccio uscire neanche i bambini). Resta comunque una scelta personale e non imposta. Non siamo in lock down, siamo solo in modalità “warning”, allerta. I karaoke, chiusi per un cluster di contagio, completano la lista delle nuove restrizioni”, continua Chiara.

Un’ondata di panico sui social

La notizia di una seconda quarantena a Hong Kong ha scatenato un’onda di panico sui social, tanto che su Twitter l’hashtag #HongKong è diventato presto trend topic:

Per fortuna c’è anche chi smentisce, sono abitanti di Hong Kong, a partire da Heather Parisi, che vive con il marito proprio qui:

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🇮🇹 Vorrei fare un po’ di chiarezza dopo aver letto su alcuni quotidiani italiani tra questi @ilfattoquotidianoit e @il_post alcune notizie inesatte (parecchio inesatte) relative alla situazione a Hong Kong, in particolare con riferimento alla presunta “riapertura di uffici, negozi e fabbriche” (ma quali fabbriche ci sono a Hong Kong?!?) e a una seconda quarantena. A HK non c’è mai stata nemmeno una “prima” quarantena intesa come obbligo per i cittadini di rimanere a casa. E non c’è nemmeno ora una seconda. A HK non sono mai state chiuse le attività commerciali di alcun genere. E non sono chiuse nemmeno ora. A HK non sono mai stati chiusi gli uffici, ma è stata invitata la cittadinanza a lavorare da casa laddove era possibile e quindi su base esclusivamente volontaria. A HK non sono mai stati chiusi i ristoranti. Dal 27 marzo è stato introdotto l’obbligo di diminuire del 50% la capienza dei coperti, di rispettare la distanza di un metro e di non preparare tavoli con più di 4 persone. Le scuole sono chiuse dal 24 gennaio. Sono in vigore alcune attenzioni e precauzioni come quelle della misurazione della temperatura nei punti di accesso ad edifici pubblici e privati, la igienizzazione dei trasporti pubblici. A Hong Kong l’uso della maschera è consigliato ma non è obbligatoria anche se la totalità della popolazione la indossa fin dall’inizio dell’epidemia. Dalla settimana scorsa, a seguito dell’esplosione di qualche centinaio di casi, quasi tutti riferiti a persone rientrate a Hong Kong, il governo ha deciso di introdurre l’obbligo di quarantena per chiunque arrivi a Hong Kong dall’estero e di chiudere i luoghi pubblici e privati destinati ad attività sportive. Credo che sia compito di chi fa informazione di verificare fonti e notizie prima di pubblicarle. A meno che l’unico compito sia quello di indirizzare l’opinione pubblica verso determinati stati d’animo. N.B. Non confondete la Cina con Hong Kong per favore. Si tratta di due paesi diversi che saranno pienamente unificati solo nel 2047. Fino ad allora, Hong Kong ha il suo governo e i suoi confini nazionali. Stay safe 🙏❤🍀 H* #heatherparisi #umberto #COVID19 #coronavirus #CoronavirusOutbreak #hklife

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Tutte le misure REALMENTE prese a Hong Kong

  • I ristoranti e bar non sono MAI stati chiusi da quando è iniziato il tutto.  Da qualche giorno, a causa della seconda ondata di contagi provenienti dall’estero, si dovranno garantire la social distancing tra gli avventori dei locali e comunque non è concesso un’affluenza superiore al 50% della capacità del locale,
  • supermercati sempre aperti e senza limite di presenze all’interno. Ci sono limiti sulla quantità di prodotti da poter comprare,
  • la quarantena è obbligatoria SOLO per chi entra ad Hong Kong ( bracciale elettronico e quarantena a casa propria, o nei centri di isolamento governativi a seconda dei casi),
  • Ingressi ad HK consentiti solo ai residenti fino al almeno il 18 giugno,
  • Non c’è mai stato lockdown: è stato chiesto (gentilmente) dalle autorità, di limitare le uscite, di lavorare da casa, cosa che i cittadini hanno gestito da soli per due mesi.

Ulteriori restrizioni sono in vigore da qualche giorno a causa dell’aumento dei contagi (90% importati dall’estero), ovvero:

  • no assembramenti superiori alle 4 persone,
  • play ground esterne non più accessibili,
  • cinema e palestre chiuse per i prossimi 14 giorni,
  • no alla vendita di alcolici da parte di bar e ristoranti per scoraggiare le uscite non necessarie,
  • scuole ancora chiuse fino a data da destinarsi.

Tutte queste informazioni sono accessibili pubblicamente sul sito del governo di HK!

Il numero dei contagi sale

Purtroppo è reale l’aumento del numero dei contagi, che in una prima fase laggiù si era riusciti a contenere e che ora, invece, continuano a salire (proprio oggi risultano essere una cinquantina). Si tratta di casi importati dall’estero, ossia persone che sono rientrate da altre parti del mondo e che sono contagiate. Tant’è che erano state prese misure contenitive drastiche, con tanto di quarantena preventiva obbligatoria e braccialetto elettronico.
Secondo gli scienziati, questo è lo scenario più probabile per i prossimi mesi anche in Italia. Quando allenteranno le misure di contenimento, il coronavirus potrebbe tornare in circolazione.
Non torneremo per molto tempo a quella che consideriamo “normalità”, ma ci verrà chiesto un ulteriore sforzo.
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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