La Borsa o la Vita! Il Coronavirus mette l’Italia e il Mondo con le spalle al muro (come il peggiore dei ladri)

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La Borsa o la Vita? Una volta questa era un’affermazione gridata dal ladro che arma in pugno minacciava il malcapitato. Il potenziale derubato aveva una scelta: dare al ladro tutto ciò che di prezioso aveva oppure vedere se il ladro bluffava, rischiando la propria vita.

Oggi è quello che sta succedendo ovunque nel mondo: la Borsa (intesa come Economia, volendo anche espressa in percentuali di Borsa) o la Vita, la nostra e quella dei nostri simili in tutte le parti del mondo? Cosa stanno scegliendo le persone che decidono: perché lo fanno e sulla base di cosa?

Il virus si sta diffondendo, ma già agli albori, nel momento in cui a Wuhan si era capito che qualcosa di gravemente importante si stava delineando, la Cina ha tentennato, perché chiudere una regione con milioni di abitanti e metterla in quarantena, avrebbe potuto mettere a rischio la normalità e con essa quel tempestuoso fluire dell’Economia. La scelta di chiudere senza se e senza ma una regione importante, forse con leggero ritardo ma comunque in maniera netta e decisa, ha creato il primo scompenso economico mondiale (non pensiamo solo ai prodotti in vendita a 1 euro nei negozi di cianfrusaglie, ma ai semilavorati, ai prodotti intermedi che arrivano anche alle nostre aziende). Ma ad oggi è sembrata la decisione più sensata e, per quello che ne sappiamo, più efficace. La Cina ha pensato inizialmente alla Borsa, ma ha scelto la Vita.

Il terzo paese gravemente coinvolto, dopo la Corea del Sud, è stato l’Italia. Purtroppo il tentennamento è stato più evidente. Il tentativo di infondere quanta più possibile fiducia in una pronta risoluzione del problema Coronavirus, ha impedito di prendere la decisione di fermare il Paese più rapidamente, evitando la diffusione del virus così come sta avvenenedo nelle ultime ore. Abbiamo scelto la Borsa e oggi stiamo capendo che il virus non bluffava. Non ci lascerà sul posto, ma nemmeno ci sta lasciando andare.

E purtroppo siamo recidivi. Non ci ricorda quanto è successo (e succede) a Taranto, dove la voglia di lavorare, di non darsi per sconfitti, di un orgoglio che prende la forma del Lavoro, ha prevalso sulla Vita, minacciata dal virus chiamato inquinamento? Non ci ha ancora lasciati andare.

E infine guardiamo al resto del mondo. In Francia, in Germania, altri due paesi europei popolosi quanto e più del nostro, tentennano, minimizzano. Cosa aspettano? Stanno scegliendo la Borsa. Ma non solo in Francia e in Germania, ovunque sta accadendo, pensando che non succederà anche a loro. Lasciate perdere la Borsa!

E infine gli USA. Quello che sta accadendo nel “più grande paese libero del mondo” è forse il comportamento più assurdo. La strategia della minificazione non quadra. I numeri non quadrano rispetto al resto del mondo, ma probabilmente solo perché non vengono fatti i tamponi (nel Texas, che ha 16 casi positivi c’è la possibilità ad oggi di effettuare solo 30 test al giorno) e tutto è come se niente fosse, o quasi. Ma in ragione di cosa?

L’Italia ha scelto la Vita, o almeno ci sta provando, e come volevasi dimostrare stamattina il crollo della Borsa Milano e spread alle stelle. Ora vediamo cosa sceglieranno gli altri

Ma noi, tu, cosa preferiamo veramente? La Borsa o la Vita?

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Laurea in Economia e Commercio, dal 1998 al servizio dell'Informazione su Internet.
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