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Marketing e rispetto per l’ambiente possono andare d’accordo. Anzi, possono addirittura formare una squadra vincente su più fronti. Può sembrare un’utopia, ma la forza di volontà di alcuni giovani casertani l’ha trasformata in un’affascinante realtà. “City4Bike” rivoluziona l’ormai consueta pubblicità sui mezzi di trasporto (autobus, treni e chi più ne ha più ne metta), riportando alla ribalta un mezzo che la maggior parte di noi tende a dimenticare dopo le scuole medie, ma che è il più ecologico di tutti: la bicicletta.

Dai primi mesi del 2011, numerose attività commerciali di Caserta mettono a disposizione dei propri clienti (ma anche dei semplici passanti o turisti) una o più biciclette, affinché essi si sentano liberi di muoversi per la città senza necessariamente accendere l’auto. Su ognuna di esse viene applicata la pubblicità del negozio. L'aspetto innovativo di City4bike riguarda soprattutto la possibilità di noleggiare i mezzi attraverso un contratto di comodato di uso gratuito e, quindi, senza dover ricorrere a un anticipo di contanti. È tutto davvero molto semplice: i cittadini che desiderano servirsi delle biciclette devono solamente lasciare la propria carta di identità al commerciante, firmare il contratto di comodato d'uso gratuito e scoprire quanto possa essere bella la città su due ruote.

Questo progetto richiama in parte una delle iniziative di “Velocittà”, società romana di servizi legati al mondo della bici che da qualche anno si impegna per diffondere l'uso di questo mezzo troppo spesso dimenticato nella Capitale; City4Bike trasforma però l’utilizzo della bicicletta anche in un fenomeno sociale, favorendo l’aggregazione giovanile.

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Ne parliamo con Gaetano Riccardelli, responsabile dell’iniziativa.

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Il progetto City4Bike, dimostrazione dell’esistenza di un Marketing ecosostenibile, ha effettivamente attecchito nel contesto casertano? I giovani hanno acquisito maggior sensibilità nei riguardi dell’ambiente oppure hanno preso parte all’iniziativa per noia o per mera volontà di “autopubblicizzarsi”?

“Il nostro progetto ha fruttato due diversi tipi di riscontri: i commercianti, in particolare quelli più giovani, hanno apprezzato molto l’iniziativa, dimostrando particolare propensione all’innovazione. Si sono accorti di quanto il nostro progetto fosse accattivante e pertanto meritasse un investimento da parte loro. I fruitori, dal canto loro, si sono avvicinati all’iniziativa per spirito “modaiolo”, in fondo sono gli stessi ragazzi che considerano “roba da sfigati” indossare il casco in motorino. Il progetto ha poi preso piede grazie allo spirito di aggregazione, ogni partecipante portava con se 5 o 10 amici”.

Alla faccia di tutti i sedicenti intellettuali ancora convinti della totale mancanza di una coscienza ambientale nei più giovani, Riccardelli precisa, orgoglioso, che

“Abbiamo assistito a un tipo di sensibilizzazione concreta: i ragazzi uscivano il venerdì e il sabato sera in bici per le strade di Caserta, creando anche nuovi punti di ritrovo in luoghi fino ad allora inutilizzati, come per esempio un grande parco abbandonato poco distante dalla Reggia di Caserta, che, oggi, ricorda i momenti di aggregazione dei progetti Erasmus, da noi ancora poco diffusi”.

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Siete fiduciosi nei riguardi di un’eventuale estensione del vostro progetto ad altre regioni d’Italia?

“Proprio in questo momento mi trovo a Milano per proporre l’iniziativa. Già alcuni ristoranti della città, come NSC e Delicatissimo, si sono dimostrati interessati al nostro progetto. Sono fiducioso nella possibilità di espandere City4Bike ad almeno una decina di città italiane, in primis Matera, Sorrento e Salerno . Naturalmente, ora che è arrivato l’inverno, la portata del fenomeno si è leggermente ridotta, ma crediamo che in futuro questo progetto possa estendersi a 360° su tutto il territorio italiano”.

I commercianti hanno registrato un effettivo aumento delle vendite dei prodotti pubblicizzati dalla vostra iniziativa?

“Ogni negoziante della nostra zona mette a disposizione la propria bicicletta e provvede alla propria pubblicità. Più che ad attrarre nuovi consumatori, abbiamo puntato alla fidelizzazione della clientela preesistente”.

Come sintetizzerebbe il progetto City4Bike in una frase per invogliare i nostri lettori a prendervi parte?

“Provare per credere. Partito come una sfida, questo progetto si è diffuso a macchia d’olio a velocità impensabile”.

Se è vero il detto secondo cui noi Italiani siamo “come San Tommaso: finché non vediamo non crediamo”… non ci resta che pedalare!

Serena Baronchelli

 

 

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