Riciclo della plastica. Quando l’economia circolare conviene a tutti (VIDEO)

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Un nuovo modello di economia fa bene all’ambiente, allo sviluppo dell’occupazione, alla crescita dell’innovazione e alle tasche dei cittadini. Una buona raccolta differenziata, il corretto riciclo, una puntuale sensibilizzazione, sono inoltre elementi fondamentali per affrontare anche il marine litter, per individuarne le cause e trovarne le soluzioni.

Di questo e di molto altro si è parlato al convegno organizzato da Legambiente e Corepla, “L’economia circolare conviene. L’industria del riciclo della plastica come vantaggio competitivo in Italia e in Europa”.

Driver di competitività per il settore e per l’industria italiana, per la ricerca e innovazione sui nuovi materiali, il riciclo della plastica è un importante contributo al risparmio energetico, alla creazione innovativa di nuova materia prima, alla tutela del territorio. I vantaggi per la collettività si traducono, in 10 anni (ricerca Althesys 2014), in oltre 7 milioni di tonnellate di CO2 in meno nell’aria, in 3,3 milioni di tonnellate di imballaggi recuperati, una sensibile riduzione del ricorso alla discarica (nel 2015 lo 0,8%), 668 milioni di euro di fatturato derivante da vendita di materia prima recuperata, e infine un indotto industriale stimato in 3 miliardi di euro.

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Quella plastica che finisce in mare

Secondo il Final Report “Marine litter study to support the establishment of an initial quantitative headline” di Arcadis, con l’adozione degli obiettivi Ue, l’aumento del riciclo dei rifiuti e del packaging, la riduzione e l’eliminazione delle discariche si avrebbe la massima riduzione del marine litter (-35%) e una sostanziosa riduzione dei costi, che potrebbe arrivare a 168 milioni di euro all’anno. Nello specifico, se si aumentasse nei Comuni la raccolta e dunque il riciclo dei rifiuti, ci sarebbe anche una riduzione di quelli marini del 7,4% e una riduzione dei costi di 35 milioni di euro.

Secondo il monitoraggio di Goletta Verde, nei mari italiani buona parte dei rifiuti galleggianti (gli altri vanno a fondo) è costituito da plastiche abbandonate in mare. Tra le cause principali del problema, la cattiva gestione dei rifiuti urbani da parte dei Comuni, a cui si aggiungono l’abbandono consapevole da parte dei cittadini e le attività produttive, tra le quali la pesca risulta essere responsabile del 46% dei rifiuti monitorati, come ci hanno spiegato ai nostri microfoni Loris Pietrelli, Ricercatore Enea, e Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico Legambiente:

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Queste le parole di Antonello Ciotti, presidente Corepla:

L’economia circolare conviene alle aziende: Corepla mette a disposizione delle aziende trasformatrici materie prime seconde di qualità a costi inferiori rispetto al vergine, un fattore di competitività per le imprese. Per le aziende riciclatrici vengono inoltre selezionati 15 flussi diversi di imballaggi provenienti dalle raccolte differenziate, un record in Europa. Infine l’economia circolare conviene ai cittadini: una raccolta differenziata di qualità può permettere ai Comuni la riduzione delle tariffe. Corepla nel 2016 ha riconosciuto ai Comuni 279 milioni di euro a copertura dei maggiori costi di raccolta differenziata. Inoltre vorrei sottolineare che Conai, in collaborazione con Corepla, ha introdotto un contributo ambientale differenziato. In pratica gli imballaggi in plastica più facilmente selezionabili e riciclabili verseranno un contributo ambientale inferiore”.

In questo senso anche il ruolo dei cittadini è fondamentale. Lo hanno ribadito fortemente Giorgio Quagliuolo, Presidente Unionplast, Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma e Presidente della Commissione Ambiente di ANCI e Rossella Muroni, Presidente Legambiente, parlando di una Italia che purtroppo ancora va a due marce:

Riciclo della plastica, un'Italia a due marce per la differenziata

Ricapitolando, quindi, anche nel 2016 si registra comunque un aumento della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Sono 960.000 le tonnellate raccolte nel 2016 (+6,9% rispetto al 2015) e 550 mila le tonnellate di imballaggi in plastica riciclate da Corepla. Il Veneto si conferma regione capofila con quasi 25 kg di imballaggi in plastica raccolti per abitante all’anno, seguito dalle ottime prestazioni di Sardegna (20,8 kg/ab/anno), Marche (19,7) e Valle d’Aosta (19,5).

L’Emilia Romagna (18 kg come il Piemonte) si conferma prima regione del Nord Est, seguita nella classifica generale, dalla Campania (17,7) e dalla Lombardia (17,6). Buone performance anche per la Toscana (17,4), il Friuli Venezia Giulia (17,1) e il Trentino Alto Adige (16,7), seguite dalle regioni del centro sud: Umbria (15,6), Abruzzo (15,1) e Lazio (13,1).

La raccolta in Liguria si attesta sui 12,7 kg a persona, poco più della Puglia (11,2) e della Calabria (9,7), seguite dalla Basilicata (7,9), dal Molise (6,8) e dalla Sicilia che rimane ancora fanalino di coda con 4,8 kg di materiale recuperato. In media, sono 15,8 i chilogrammi di imballaggi recuperati per abitante all’anno in Italia.

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Nuovo contributo ambientale differenziato

La nuova materia prima derivata dal riciclo degli imballaggi in plastica rappresenta un nuovo e potente fattore di competitività, oltre che un vantaggio in termini di risparmio energetico e di beneficio per l’ambiente. Infine, come conferma il Pacchetto sull’economia circolare in fase di discussione a livello europeo, si potrebbero creare nel settore 867mila posti di lavoro in più, di cui 190mila solo in Italia, entro il 2030. Il progetto parte dal superamento del contributo ambientale unico, come illustrato a greenMe.it da Roberto De Santis, Presidente CONAI, Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo Svlipuppo Sostenibile, Stefano Ciafani, Direttore generale Legambiente e Palmino Di Giacinto, Amministratore unico CIER.

La raccolta differenziata conviene anche alle istituzioni

Ha partecipato al convegno anche il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che chiede regole omogenee sui vari target da raggiungere nei vari Paesi, target che comunque non spaventano l’Italia, forte di buone performance sul fronte della raccolta della plastica. 

Anna Tita Gallo