Biciclette elettriche e a pedalata assistita: la guida all'acquisto

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Il 25 settembre ripartiranno i nuovi incentivi per l'acquisto di una bicicletta. Il Ministro Prestigiacomo all'Eicma 2009 che si è appena concluso a Milano, ha promesso altri 14 milioni di Euro, di cui quasi 8 destinati proprio alle due ruote a pedali e in particolar modo a bici elettriche e a pedalata assistita. Ecco allora una guida per non farci trovare impreparati e scegliere quella che fa maggiormente al caso nostro.

Grazie alla bicicletta elettrica potremo unire la nostra voglia di stare in forma ed evitare il traffico cittadino con il nostro essere "green" senza farci spaventare da "quella salita maledetta che proprio quando sono stanchissimo mi trovo davanti!". Oltre ad elencarvi le tante qualità, caratteristiche tecniche e possibilità di acquisto di una bici elettrica, iniziamo con qualche piccola curiosità...


Storia e curiosità della bicicletta elettrica

Dopo il perfezionamento della bicicletta durante i primi decenni del 1900, nel 1946 viene alla luce la Spacelander di Benjamin Bowden. Possedeva un design affascinante ed una tecnologia avveniristica: era già dotata di un motore elettrico capace di funzionare anche da generatore per il recupero dell'energia prodotta durante i tratti in discesa.

BowdenSpacelander

Questo però rimase un prototipo e per i primi veri tentativi di diffusione di biciclette elettriche bisogna aspettare gli anni '80 e l'esplosione dell'inventiva giapponese. Sfruttando l'invenzione delle batterie Nichel-Cadmio (ben più leggere delle precedenti "cugine" al piombo sigillate e destinate ben presto ad essere sostituite da quelle NiMH e al Litio perché particolarmente inquinanti), cominciarono a circolare in Giappone i primi rudimentali esempi di bici assistite elettricamente.

I due punti di svolta, capaci di dare un fortissimo impulso propositivo allo sviluppo di biciclette pedelec, sono rappresentati dal "pas prototype" (brevettato dalla Yamaha nel 1989) e da un'iniziativa senza precedenti da parte del consiglio nazionale delle ricerche cinese, che nel 1991 indicò la bici elettrica come uno dei progetti prioritari, avviando il processo che condusse dalle 40000 unità vendute in quel paese nel 1998 ai 10 milioni del 2005.

Sempre la Yamaha nel 1994 iniziò la commercializzazione della sua bicicletta a pedalata assistita, mentre un anno più tardi la Biketec (Svizzera) realizzò la prima Flyer, iniziandone nel 2001 la produzione in serie.

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Nello stesso periodo anche altri Case costruttrici affermate iniziarono la commercializzazione dei primi modelli di biciclette elettriche avviandone, finalmente, la diffusione in Italia.

Queste biciclette introdussero, per la prima volta, il concetto di "pedalata assistita", ovvero non erano biciclette spinte da un motore elettrico, ma nelle quali l'energia prodotta andava a "sommarsi ed integrarsi" con quella espressa dalla forza muscolare del ciclista.




Altra piccola curiosità: il termine pedelec per distinzione dall'e-bike (cioè bici solo elettrica) è stato usato la prima volta nel 1998 da Susanne Bruesch, attuale responsabile della comunicazione di Extraenergy, nella sua tesi di laurea.

Nel frattempo, un vuoto legislativo dovuto alla rapida evoluzione di questi progetti, permise il proliferare di biciclette in cui non era necessaria la pedalata per mantenere in funzione il motore elettrico. Questo almeno fino al 2002, quando venne emanata una Direttiva Europea (la 2002/24/CE) che rese di fatto "fuorilegge" le biciclette in cui il motore non aveva bisogno della pedalata per rimanere attivo. Questa direttiva è stata recepita in Italia nel 2003 (31 gennaio) diventando parte integrante del Codice della Strada.