L’Orto della Regina, un anno dopo

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Ricordate dell’Orto di Sua Maestà Elisabetta II, creato un anno fa sull’onda dell’attenzione mediatica che il famoso orto di Michelle Obama aveva suscitato ? Oggi sappiamo com’è andata a finire e, purtroppo, possiamo anticiparlo, le notizie non sono buone.

È già passato un anno quando il solerte ufficio stampa della Regina del Regno Unito ci rispondeva con dovizia di particolari che “lorto era diviso in due parti; in quello a struttura quadrata sono state piantate pomodori, due tipologie di fagioli, scalogno e cipolle. Nel secondo, a forma circolare, barbabietole, fave e granturco dolce“. Oggi quell’orto non esiste più.

Il motivo ? Anche in questo caso è una nota dell’ufficio stampa a risponderci: “È stato deciso che la posizione del giardino non era adatta“. Ci chiediamo in effetti come mai non sia stata assegnata un’altra porzione dei giardini di Sua Maestà, visto che lo spazio di sicuro non Le manca, se la scelta era sentita come crediamo che fosse.

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Forse l’impossibilità di poter vendere i prodotti del campo sempre come Lady Obama ha effettivamente realizzato? O perché i giardinieri di Palazzo Reale non volevano, contratto alla mano, fare anche i contadini ? La Regina scuserà la nostra insolente ironia, peraltro venata anche da affetto per le Sue responsabilità e mista certo a scetticismo, ma preferivamo sapere che l’orto, seppur ridotto nelle dimensioni e nelle colture, era ancora vivo e “vegeto”. Certi perciò di una Sua precisa volontà. E data la bellezza dei Suoi giardini avremmo anche scommesso sulla bontà dei prodotti. La ringraziamo comunque per averci provato, consapevoli che dalla Terra Inglese nascano comunque buoni figli e frutti.

Mario Notaro

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