Jose’ Mujica, termina il ciclo del presidente povero differente

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Un presidente differente, capace fin dell’inizio di stare da parte della gente, per la gente. Il presidente dell’Uruguay José Mujica, conosciuto in tutto il mondo come “Il presidente povero”, termina domenica i suoi cinque anni di mandato. L’immagine che lascia è quella di un uomo autentico, semplice, onesto e ottimo gestore della cosa pubblica, come nessun’altro al mondo, lasciando un segno indelebile per il Paese sudamericano (e non solo).

Qualche giorno fa c’è stato il passaggio di consegne con Tabaré Vazquez a Montevideo, a cui ha passato la fascia presidenziale. Ed è stata l’ennesima dimostrazione della popolarità di ‘Pepe’ Mujica, rimasta intatta fin dal primo giorno di carica – era il 1 marzo 2010 – proprio per essere stato sempre vicino al suo popolo e al suo stile di vita. Quel popolo che mentre abbracciava il suo successore acclamava il suo nome.

Tabare-Vazquez-Mujica

Photo Credit AFP

L’ex guerrigliero, che compirà 80 anni il prossimo maggio, anche in questa occasione ha indossato una semplice giacca con la camicia, senza cravatta, confermando il suo desiderio di informalità. La stessa che hanno respirato i molti giornalisti che hanno visitato la sua casa. Una dimora umile, che si trova in una zona rurale di Montevideo. Perché lui ha scelto di far dormire nella dimora presidenziale i senzatetto, oltre che di donare ai poveri il 90% del suo stipendio statale.

Ha continuato a coltivare l’orto insieme a sua moglie e in compagnia dei suoi amati cani. Nessuna auto blu, né fiumi di denaro. Mujica ha gestito alla perfezione il consolidamento di Uruguay, con grandi conquiste sociali ed economiche. Come conferma la riduzione della disoccupazione al 6,8 per cento della popolazione fino al giugno 2014 e ldela povertà all’11,5 per cento.

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E poi c’è la legalizzazione dell’acquisto, della vendita e della coltivazione di marijuana sotto il controllo statale, con la quale ha voluto “sottrarre mercato ai narcotrafficanti”. Da ricordare anche la legge che depenalizza l’aborto entro le 12 settimane di gestazione e l’autorizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Così finiscono i suoi 5 anni di presidenza.

Roberta Ragni

Photo Credit

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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