Felix, il ragazzo che vuole piantare mille miliardi di alberi

felix alberi

Ci sono storie da raccontare, da prendere come esempio, da diffondere ovunque, dalle scuole alle conversazioni con gli amici. Questa è una di quelle. Il protagonista è Felix Finkbeiner, un ragazzo di 21 anni, che da quando ne aveva 9 si è dato una missione: piantare il maggior numero possibile di alberi. E lo sta facendo: oggi grazie alla sua iniziativa abbiamo 15 miliardi di alberi in più. Ma ha un obiettivo ancora più ambizioso: piantarne mille miliardi.

Numeri incredibili, eppure è così. Dove gli adulti falliscono, i bambini riescono meglio dando un esempio che suona un po’ come uno schiaffo morale. Felix è una nostra vecchia conoscenza. Nel 2011 vi avevamo già raccontato la sua storia.

A 9 anni a scuola aveva ascoltato con grande interesse la spiegazione sulla fotosintesi clorofilliana e i sui cambiamenti climatici. lì è scattato qualcosa. Si è imbattuto nella storia di Wangari Maathai, che aveva piantato oltre 30 milioni di alberi in tutta l’Africa fondando il Green Belt Movement. Si è detto allora: “Perché non posso farlo anch’io?”

Così, il 28 marzo 2007 ha piantato il primo albero nella sua scuola ma da lì in poi è stata una vera e propria corsa…al verde. L’anno dopo ha presentato la sua iniziativa all’assemblea delle Nazioni Unite. Il 4 maggio 2011 ha raggiunto il primo obiettivo: ha piantato il milionesimo albero davanti ai ministri dell’ambiente di 45 nazioni. Lo stesso anno nasce la sua fondazione Plant-for-the-Planet, grazie alla quale l’idea di piantare alberi tra i bambini si sta diffondendo sempre di più.

“I bambini potrebbero piantare un milione di alberi in ogni paese sulla terra e quindi compensare le emissioni di CO2 da soli, mentre gli adulti stanno ancora parlando di farlo” si legge sul sito della fondazione.

Oggi

Il 9 marzo 2018 Felix ha lanciato una campagna davvero ambiziosa, The Trillion Tree Campaign: riuscire a piantare mille miliardi di alberi, un bilione!

“Attualmente esistono tre bilioni di alberi al mondo, possiamo piantarne un altro bilione. Vogliamo ispirare il mondo a farlo. Questi alberi potrebbero catturare il 25% delle emissoini di carbonio prodotte dall’uomo ogni anno. Se ogni singola persona, ogni azienda e ogni istituzione diventassero ‘climate neutral’, potremmo salvare il nostro futuro!” è l’appello del giovane che ha le idee chiarissime.

academies map

Entro il 2050 solo energie pulite

Oltre a piantare alberi, occorre che il 100% della nostra energia provenga da fonti rinnovabili. Ciò significa che dobbiamo ridurre a zero le emissioni di CO2 entro il 2050.

“La tecnologia per un futuro senza emissioni di carbonio esiste già da tempo. Oggi è possibile soddisfare tutti i nostri bisogni energetici con le rinnovabili entro il 2050, senza l’uso di centrali nucleari”.

Entro il 2100

Oggi collaborano con la fondazione quasi 70mila bambini in tutto il mondo, veri e propri Ambasciatori per la Giustizia Climatica. Si tratta di giovanissimi di età compresa tra 9 e 12 anni che trasmettono le loro conoscenze ad altri coetanei, che a loro volta si preparano a diventare ambasciatori, condividendo l’importanza di piantare nuovi alberi per salvare la Terra dalla catastrofe climatica.

bambini alberi

“Noi, figli di Plant-for-the-Planet, non siamo ricercatori sul clima e non sappiamo se il livello del mare aumenterà di 0,2 o 2 metri entro la fine del secolo. Ma tre cose sappiamo per certo: Molti di noi saranno ancora vivi alla fine di questo secolo, stiamo intensificando l’effetto dei gas serra con ogni kg di anidride carbonica emesso attraverso l’uso di petrolio greggio, carbone e gas naturale; Insieme possiamo contrastare questi sviluppi e garantire il nostro futuro raggiungendo i nostri obiettivi”.

Ogni anno nel mondo vengono abbattuti 15 miliardi. Da quando l’uomo ha iniziato a popolare la Terra, il numero si è quasi dimezzato. Ecco perché oggi c’è spazio a sufficienza per piantarne un altro bilione senza sottrarre terreno all’agricoltura e agli insediamenti umani.

Lo hanno capito i bambini per fortuna, custodi della Terra che verrà. La speranza è che gli adulti possano cogliere lo stesso messaggio prima che sia davvero troppo tardi per porre rimedio.

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Francesca Mancuso

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