Il piccolo Alex sta bene! Dopo il trapianto sta uscendo e sono ricresciuti i capelli

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A quasi 100 giorni dall’intervento, il piccolo Alex Maria Montresor sta bene, comincia ad uscire e gli starebbero ricrescendo anche i capelli. Il piccolo bimbo che aveva commosso e tenuto col fiato sospeso l’Italia intera dà un segnale di speranza per tutti.

Come ricorderete Alex era affetto da una rara malattia genetica, la linfoistiocitosi emofagocitica (HLH) ed era stato trasferito a novembre dall’Ospedale di Great Ormond Street di Londra al Bambino Gesù di Roma per un intervento salva-vita dopo che tutto il Paese si era mobilitato nel vano tentativo di trovare un donatore di midollo compatibile.

Il bimbo di nemmeno due anni, nato a Londra da genitori italiani, era stato quindi operato lo scorso 24 gennaio con una tecnica innovativa utilizzata per la prima volta al mondo nel 2014 proprio al Bambino Gesù di Roma che prevede una manipolazione cellulare di cellule staminali che permette di impiegare uno dei genitori come donatore anche se non perfettamente compatibile. Il trapianto era riuscito e dopo aver lasciato l’ospedale, Alex si avvicina al meglio alla soglia dei 100 giorni, ritenuta cruciale per considerare perfettamente fuori pericolo il bimbo.

A dare la bella notizia e aggiornare sullo stato di salute del bambino è stata Rita Malavolta, presidente dell’associazione donatori midollo osseo, che ha seguito tutto l’iter sanitario, rimanendo in costante contatto con i genitori, durante la presentazione della nuova campagna di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo a Milano:

«Ho sentito il padre pochi giorni fa – ha detto – È molto felice e contento, Alex sta bene e proprio in questo periodo ci stiamo avvicinando alla finestra dei 100 giorni da superare dopo l’Intervento».

«Ad aver bisogno di un trapianto di midollo osseo sono in Italia circa 1800/2000 persone» ricorda poi la Presidente dell’Admo che ora chiede di continuare a donare e sottoporsi ai test ricordando che la speranza di trovare un midollo compatibile è legata all’esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari già tipizzati.

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Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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