sondaggio_europeo_buste_di_plastica

Ricordate la consultazione popolare promossa nei mesi scorsi dalla Commissione europea su come limitare il problema dell'inquinamento provocato dalle buste di plastica? Bene, a quanto pare per il 70% dei cittadini dell'Unione la soluzione sarebbe proprio quella adottata qui in Italia, ovvero mettere al bando i sacchetti non biodegradabili per dare il via libera a shopper biodegradabili e sporte riutilizzabili.

Al sondaggio promosso sulla rete hanno partecipato più di 15.000 cittadini di tutta Europa e diverse centinaia di associazioni di categoria, organizzazioni non governative, ma anche enti pubblici e università. Insomma, per una volta, il caso italiano fa scuola e viene preso come esempio a livello internazionale.

A confermarlo anche i dibattiti svolti in occasione della conferenza “Biopolymers Symposium 2011" in corso a Denver negli Usa, dove anche la più innovativa industria chimica del mondo guarda all’Italia con un certo interesse.

La nostra legge- che dal 1 gennaio 2011 – ha introdotto il divieto di produrre e commercializzare sacchetti di plastica non biodegradabili - piace agli italiani e piace agli europei ed è ora un vero e proprio esempio virtuoso:
Con buona pace dell’associazione italiana ed europea dei produttori di plastica – ha commentato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani - la strada del bando è la migliore da seguire per ridurre la diffusione degli inquinanti sacchetti. Ora, però, va completata la rivoluzione italiana: il Parlamento approvi al più presto il disegno di legge varato quest’estate dal Consiglio dei ministri per bandire anche i sacchetti di plastica tradizionale con gli additivi chimici, inquinanti quanto le vecchie buste in polietilene, che purtroppo si stanno diffondendo soprattutto nel commercio al dettaglio. Con l’approvazione di questa nuova legge, infatti, si chiarirebbe una volta per tutte che è possibile produrre e commercializzare solo i sacchetti biodegradabili e compostabili come previsto dalla norma europea EN 13432, l’unica in grado di garantire innovazione tecnologica e rispetto dell’ambiente”.

Insomma, per una volta tracciamo la strada maestra in Europa. E non il contrario.

Verdiana Amorosi

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