iceberg a68

Si era staccato dalla piattaforma Larsen C, in Antartide a luglio del 2017, ma ora questo gigantesco iceberg, grande quanto la Liguria, ha iniziato a muoversi a una velocità impressionante. Impossibile fermarlo.

Un gigante di ghiaccio, con una superficie di 5.800 kmq, si sta muovendo pericolosamente, monitorato dai satelliti. Per un anno, non era successo granché ma A68, quello che viene considerato il sesto più grande iceberg del mondo, è tornato a far parlare di se.

Spinto dalle correnti oceaniche, dalle maree e dai venti, aveva rallentato la sua corsa sui bassi fondali del Bawden Ice Rise ma dopo un lungo periodo di inattività, ha improvvisamente ripreso a fluttuare a luglio di quest'anno. Da allora ha rapidamente acquisito velocità iniziando a ruotare su se stesso.

"Tra il 7 e il 12 luglio 2018 le condizioni meteorologiche e le correnti oceaniche hanno contribuito a far oscillare le migliaia di tonnellate del gigantesco iceberg A68 in senso antiorario", spiega sul suo blog l'oceanografo polare Mark Brandon della Open University nel Regno Unito.

Non si sa quale sarà la sua meta o quanto potrebbe andare alla deriva lungo la sua traiettoria attuale. Dalle analisi delle immagini del satellite Sentinel-1, Brandon sostiene che il vento sta spingendo il ghiaccio marino a nord dell'iceberg e ad una velocità superiore alla rotazione di A68.

Se continua così, lo scienziati si aspetta che l'iceberg si trasferisca in una vasta zona di mare aperto in presenza di ghiaccio giovane. È possibile che la massa di ghiaccio si scontri con il fronte ghiacciato della piattaforma Larsen C. Non si fermerà facilmente.

Si teme che, frantumandosi, l'iceberg possa creare frammenti più piccoli, in grado di vagare fino alle acque più calde a nord, mettendo a rischio la navigazione nel Canale di Drake.

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Perché A68 ha ripreso a muoversi?

Non è chiaro cosa abbia causato questa sua svolta improvvisa. Le letture di una stazione meteorologica gestita da ricercatori dell'Università di Utrecht nei Paesi Bassi mostrano venti calmi e temperature dell'aria insignificanti nel periodo in cui è iniziata la rotazione. Un'anomalia è stata segnalata dalla misurazione della pressione dell'aria da parte delle stazioni, con una zona di picchi frenetici durati almeno una settimana.

"Stava accadendo qualcosa di strano... Quello che so è che ci vuole molta energia per far muovere un bilione di tonnellate di ghiaccio", spiega sempre M. Brandon.

In questo momento, nessuno può sapere con certezza cosa succederà nei prossimi mesi ad A68. Gli occhi degli scienziati sono puntati verso l'estremo sud della Terra, dove questo colosso sta vagando a una velocità vertiginosa.

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Francesca Mancuso

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