600 globicefali arenati in Nuova Zelanda: sono quasi tutti morti (VIDEO)

nuova zelanda globicefali

Siamo di fronte alla più grave moria di animali marini mai avvenuta in Nuova Zelanda. Tra venerdì e sabato scorso si sono arenati sulle coste del Paese più di 600 globicefali, di cui 400 hanno sicuramente perso la vita.

Ora gli esperti si stanno prendendo cura delle carcasse dei globicefali che vanno messe in sicurezza e rimosse. Un lavoro lungo da svolgere con attenzione. Gli esperti stanno lavorando presso la Golden Beach di South Island e il Dipartimento per la Conservazione ha isolato la zona.

All’interno delle carcasse dei globicefali senza vita si formano dei gas che possono portare ad una vera e propria esplosione. Per questo motivo gli scienziati stanno intervenendo per la messa in sicurezza, utilizzando coltelli e aghi per fare in modo che le carcasse rilascino verso l’esterno i gas interni.

I primi 400 esemplari arenati sono stati avvistati tra giovedì e venerdì scorso e ad essi si sono aggiunti altri 200 globicefali nella giornata di sabato. La causa precisa di tutto ciò non è ancora nota ma si sa che in questo punto le acque sono basse e che ciò può disorientare gli animali marini.

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A quanto sembra le acque basse e fangose possono confondere i sonar dei globicefali rendendoli vulnerabili e lasciandoli in balia delle basse maree secondo gli esperti delle organizzazioni che si stanno occupando del caso.

balene new zeland 1

Photo Credits: Marty Melville

I globicefali sono già stati indicati come animali in pericolo per quanto riguarda il loro stato di conservazione ma non si sa effettivamente quanti esemplari siano presenti nelle acque della Nuova Zelanda e come mai più di una volta abbiano raggiunto un punto così pericoloso per loro.

Altri 8 globicefali arenati sono stati avvistati nello stesso punto durante il pomeriggio di ieri, martedì 14 febbraio. L’intervento tempestivo ha permesso di salvarli e di reimmetterli in mare durante la notte.

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Secondo il Conservation Department e il gruppo Jonah Project almeno 500 volontari sono intervenuti complessivamente negli ultimi giorni per salvare le balene ma purtroppo non tutti gli sforzi sono andati a buon fine.

Secondo gli ultimi dati, i globicefali arenati in Nuova Zelanda in questi giorni sono in totale 650, con un primo evento che lo scorso venerdì ha coinvolto 416 esemplari, dei quali da 250 a 300 erano già morti all’arrivo dei soccorritori. Nella giornata di sabato sono stati avvistati altri 240 esemplari arenati a cui vanno aggiunti gli ulteriori 8 di ieri pomeriggio.

Globicefali arenati, quali sono le cause?

Purtroppo il numero degli esemplari scomparsi supera quello dei sopravvissuti. Ora ci attendiamo che gli esperti riescano a comprendere le cause dell’accaduto in modo che si possa intervenire per prevenire altre morie di questo genere.

Al momento le ipotesi riguardano cause naturali. Globicefali e altri cetacei abituati a vivere in acque profonde si trovano improvvisamente in acque basse e perdono la capacità di orientarsi. Quando tentano di nuotare in acque basse non riescono a riprendere il largo e si ritrovano arenati a riva. In Nuova Zelanda simili incidenti sono già accaduti in passato nella stessa spiaggia, che probabilmente è un luogo sfavorevole per i cetacei. Quando i globicefali si trovano su una superficie dura al di fuori dall'acqua i loro organi interni vengono schiacciati e danneggiati.

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Fonte foto: CNN

A disorientare globicefali e balene può intervenire l'uso di sonar a livello militare. Questa causa era stata indicata nel 1996 per quanto riguarda la coincidenza tra un'esercitazione militare avvenuta vicino alle coste della Grecia e il ritrovamento di 12 cetacei arenati. Alcuni ricercatori ritengono che i sonar navali possano interferire con la capacità di orientamento delle balene e dei cetacei. Infine, secondo studi recenti, il fatto che i cetacei si arenino in massa può essere considerato un segno dei forti legami sociali tra questi animali.

Per comprendere meglio cosa sta accadendo in Nuova Zelanda, guardate il video.

Marta Albè

Fonte foto: CNN

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