È febbrile l'attesa all'Isola del Giglio. Si sta avvicinando, infatti, il giorno in cui si darà il via alla difficilissima operazione di rotazione della Costa Concordia, il grattacielo arenato all'entrata del porticciolo da venerdì 13 gennaio 2012. In gergo tecnico questa fase di ribaltamento si chiama "parbuckling".

Tutti sperano di vedere finalmente raddrizzarsi e risollevarsi il relitto, ma i rischi che si corrono sono molti. Cosa accadrà nei prossimi giorni a Giglio Porto? Nelle ore della rotazione, che avverrà in data ancora da destinarsi, l'intera area del molo rosso sarà interdetta alla popolazione così come l'area del molo verde. Nel piazzale antistante la Guardia Costiera, sul lato mare, è prevista, invece, la concentrazione degli operatori della comunicazione. Per il resto si cercherà di assicurare condizioni di vita normale ai residenti e alle attività commerciali.

A spiegarlo è il sindaco Sergio Ortelli, che ha incontrato i cittadini per un confronto sulle misure che verranno adottate e che, in parte, potranno incidere sulla normale vita quotidiana dell'isola. L'opera di rotazione secondo i tecnici, ha detto il sindaco, dovrebbe avere una durata di circa 10-12 ore diurne e produrrà alcuni divieti tra cui la navigazione e la balneazione in alcune aree. Si agirà mediante martinetti idraulici (strand jacks) che metteranno in tensione cavi di acciaio fissati alla sommità dei 9 cassoni centrali ed alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiare il relitto dopo il suo raddrizzamento.

"Si tratta di una fase particolarmente delicata dove si devono compensare al meglio le forze per far ruotare il relitto senza deformare lo scafo", commenta l'Arpat, ricordando che è naturalmente previsto il rilascio di parte delle acque contenute al suo interno. Nelle scorse settimane sono stati prelevati circa 2000 metri cubi di tali acque e le analisi effettuate non hanno riscontrato problemi significativi.

L'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana seguirà tutta la fase della rotazione, provvedendo a campionamenti delle acque nell'area interessata sia durante il parbuckling che nei giorni a seguire, per individuare l'entità, l'estensione e la durata dell'inquinamento prodotto. Questo tipo di operazione non e' mai stata realizzata. Nonostante le simulazioni al computer, bisognerà ora vedere come risponderanno le strutture della nave durante la manovra. E c'è chi ipotizza che, proprio per questo, sui tavoli tecnici sia stato presentato anche un misterioso "piano b".

Roberta Ragni

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