La casalinga brasiliana che trasforma in sapone l’olio della frittura recuperato da vicini, risoranti e alberghi

Una casalinga 56enne trasforma l’olio esausto in saponi e detergenti per la persona e per la casa e aiuta altre casalinghe a fare altrettanto

Dozzine di litri di olio esausto da cucina vengono smaltiti in modo scorretto ogni giorno dai consumatori e dal personale di ristoranti, alberghi e supermercati, provocando gravi danni ambientali.

L’olio esausto andrebbe infatti raccolto e conferito in discarica e non gettato nel water, nel lavandino o nella terra. Purtroppo però sono in pochi a rispettare questa semplice regola, così l’olio usato per friggere o per conservare i cibi, viene riversato in natura e provoca un enorme inquinamento.

Ibis Uchôa de Oliveira, casalinga brasiliana preoccupata per i danni ambientali causati dall’olio esausto, ha però trovato un’ottima soluzione per rimediare al problema: trasformarlo in sapone.

Da oltre 15 anni Iris raccoglie l’olio usato dai ristoranti e dalle strutture ricettive di Macapà, in Brasile, e lo ricicla per produrre saponette, sapone liquido e detersivi, che realizza nel cortile della sua abitazione.

La donna ha imparato a preparare il sapone diversi anni fa grazie a una ricetta trovata su un giornale e, da allora, ha portato avanti diversi esperimenti fino a sviluppare ricette sue, con le quali oggi realizza diversi prodotti per l’igiene della persona e della casa.

In questo modo Iris sottrae litri di olio esausto che altrimenti rischierebbero di finire nel suolo e nei corsi d’acqua e da sei anni si assicura inoltre un’entrata. La donna ha infatti aperto una fabbrica artigianale di saponi e produce detergenti e detersivi su ordinazione rivendendoli ai negozi e ai privati della zona.

Inoltre, Iris organizza workshop per insegnare ad altre casalinghe a preparare i propri saponi in casa e di recente ha aderito al progetto Coloring the Future della Procura della Repubblica di Amapá.

Il progetto prevede di avviare corsi di formazione mirati ad aumentare la responsabilità ambientale di imprenditori e residenti, riqualificare le persone perché possano trovare un impiego e riciclare materiali di scarto.
Durante i corsi, Iris insegnerà a riutilizzare l’olio usato dai venditori di patate e l’artigiano Roseléia Fernandes formerà le persone sul riciclo degli pneumatici e delle bottiglie di plastica.

“La natura del progetto si basa su ambiente, cittadinanza e dignità e ha già offerto ai residenti l’opportunità di apprendere una professione, con corsi di produzione di pizza, video editing, fotografia, idraulica e carpenteria”, ha dichiarato il procuratore Marcelo Moreira.

I nuovi corsi saranno invece incentrati sulla consapevolezza ambientale, con seminari sul riutilizzo di oggetti e prodotti che vengono comunemente scartati, ma che possono rappresentare una risorsa e generare anche un reddito per le famiglie.

Tutti noi possiamo imparare a preparare il sapone in casa utilizzando l’olio esausto: è sufficiente filtrare l’olio e mescolarlo con una soluzione di acqua e soda caustica, il tutto indossando le opportune protezioni per evitare ustioni provocate dal contatto della soda con la pelle. Il sapone può poi essere colorato con coloranti naturali come il cacao o la curcuma e profumato con oli essenziali.

Per poter vendere il sapone fatto in casa ad amici, parenti e negozianti, è pero necessario avere una regolare attività che deve essere svolta in un laboratorio a norma e rispettare la normativa europea sulla produzione e la vendita dei cosmetici.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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