Peyo, il cavallo che visita i malati negli ospedali francesi

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Peyo è uno stallone noto in Francia per le sue straordinarie capacità empatiche che, accompagnato dal suo cavaliere  Hassen Bouchakour, fa visita ai malati negli ospedali. L’uomo ha notato subito la particolare sensibilità del cavallo che, inizialmente difficile da gestire, diventava particolarmente docile e affettuoso con le persone più fragili, deboli o malate, da un punto di vista fisico o psicologico.

Hassen ha così deciso di indagare e approfondire, rivolgendosi a specialisti quali veterinari, neurologi, psichiatri , psicologi e altri professionisti in grado di comprendere i comportamenti del suo amico animale.

Non riuscivo a capirlo. E poi un giorno mi sono reso conto che era sempre attratto dallo stesso tipo di persone. Indipendentemente dalla loro età, avevano tutti una debolezza, un dolore o una fragilità chiaramente visibili. A volte li seguiva fino alla loro macchina. Mi chiedevo perché sono riusciti a coccolarlo lui e non io? Perché potevano avvicinarsi a lui?

Peyo ha così aperto al suo cavaliere le porte di un mondo inaspettato, un mondo ricco e pieno di amorevolezza. Dalla scoperta di questo dono, Hassen e il cavallo, che sono diventati inseparabili, ogni mese visitano sei ospedali francesi per incontrare i malati.

Peyo non fa miracoli, ma dona conforto

Una volta scoperta l’incredibile capacità di Peyo nel rilevare tumori e alcune altre malattie, Hassen ha deciso di interpellare diversi specialisti sanitari, al fine di cercare prove scientifiche che potessero consentire di comprendere questa attitudine. I medici lo hanno osservato mentre agisce: il cavallo sceglie il suo paziente, si avvicina e lo coccola.

Circa 300 ricercatori hanno creato protocolli sanitari, di osservazione in ambiente medico e di accompagnamento dei pazienti alla fine della loro vita fino all’ultimo respiro. I reparti in cui opera Peyo sono: geriatria, pediatria, Alzheimer, psichiatria e cure palliative.

Dopo 4 anni di ricerche e osservazioni, durante i quali sono stati testati più di 500 cavalli (compresi i suoi stessi puledri), Peyo è l’unico esemplare ad aver mostrato tale funzione cerebrale. Il team medico-scientifico si è reso conto molto rapidamente che lo stallone è in grado di individuare anche i casi di persone in fin di vita.

Per favorire la vocazione di Peyo, studiarla e continuare a dare sollievo ai malati, Hassen ha creato l’associazione ” les Sabots du Coeur “.

Quale stanza? Peyo sceglie

Hassen ha spiegato che Peyo sceglie, nessun paziente gli viene mai imposto; il suo cavaliere lo segue a seconda di dove decide di andare e a chi vuole donare il suo affetto. Prima di entrare in ospedale, il cavallo segue un protocollo molto rigido. Pulito, rasato, disinfettato e addestrato a fare i propri bisogni a comando per salvaguardare l’igiene del luogo, l’animale viene portato  nel corridoio dell’ospedale e accompagnato dal team dei medici.

Quando si ferma davanti a una stanza, proviamo a capire perché la sceglie. Una volta che entra nella camera, proviamo a comunicare con il paziente. Apportiamo sollievo e dolcezza ai pazienti, a volte si riescono a ridurre gli ansiolitici. Dovreste vedere questo cavallo di 500 kg entrare nella stanza e mettere la testa su quella del paziente. È un momento di grazia.

Il “tasso di vibrazione”

A oggi nessuno può spiegare perché Peyo sceglie un particolare paziente. Hassen e il team medico ragionano sulla frequenza vibratoria. La frequenza vibratoria è la frequenza emessa dal corpo: migliore è la tua salute, maggiore è questa frequenza.

Stiamo cercando di capire qual è la frequenza comune tra un bambino, una persona alla fine della vita o qualcuno che soffre di disturbi psichiatrici. Qual è la frequenza che chiamerà Peyo?

Hassen Bouchakour si meraviglia ogni volta. Non c’è paura tra i pazienti. Quando Peyo entra in una stanza, il tempo si ferma: si stabilisce una connessione particolarissima tra il paziente e questo essere eccezionale.

La storia di Peyo ci invita a riflette, invocando tenerezza, cura, vicinanza e ascolto: valori non semplici da coltivare in una società frenetica e individualista.

 

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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