‘Chi ha metta, chi non ha prenda’: il panaro solidale dei quartieri popolari di Napoli

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Un centro storico insolitamente deserto, strade e vicoli in cui non si incontra anima viva per decine di metri. Qui, dove appena un mese fa si sgomitava tra migliaia di turisti, rimangono il ticchettio di qualche passo frugale e le occhiate rapide di chi ha le tue stesse paure. E anche chi una casa dove ripararsi non ce l’ha. A Napoli, tra i Decumani, non ci si dimentica di chi – ora più di prima – è in seria difficoltà.

L’esigenza di fare la spesa ai tempi del coronavirus si è amplificata di mille brutture: all’impossibilità di uscire di casa si sommano i mancati guadagni e non solo. La povertà di una intera classe sociale che già prima arrancava è costretta a fare i conti con un nemico comune e invisibile.

Ed è proprio per le persone più indigenti che sono nate in parecchie città italiane fantastiche iniziative di solidarietà.

Il “panaro solidale” a Napoli

Tutto parte da Napoli, città solidale per antonomasia. Qui, il paniere, o’ panaro, trainato giù da un balcone o da una finestra fa parte di un’usanza collettiva e centenaria di una spesa sui generis: la signora chiama il garzone, il garzone risponde mettendo nel cesto ciò che era stato “ordinato”.

Ora, quel panaro si veste di un altro significato, si apre agli altri e a chi ha bisogno, in un dare e donare necessario e vitale: a Napoli, nei quartieri popolari spuntano dai balconi giù fino alla strada, come fossero mani tese a seminare provviste.

Dalle case fanno scendere il panaro con dentro del cibo che i più bisognosi posso prendere e vicino una frase di Giuseppe Moscati, medico, filantropo e santo:

Chi ha metta
chi non ha prenda

C’è tutta la solidarietà, dentro a quel paniere, e l’idea che nessuno è lasciato da solo.

L’idea del paniere solidale nasce dal cuore grande di Pina Andelora e Angelo Picone che ogni giorno già da quasi due settimane preparano da mangiare per i senzatetto. Giù dal loro balcone a via Santa Chiara c’è un panaro in cui ciascuno può anche lasciare qualcosa e chi ha bisogno può prendere:

La spesa sospesa e la pasta nelle piazze di Roma

Il cliente fa i suoi acquisti e, se vuole, compra dei generi alimentari in più, che infila in un carrello in fondo alle casse. Sta capitando non solo a Napoli, ma oramai ovunque, in molti supermercati dal Nord al Sud.

Si moltiplicano in tutte le regioni progetti per aiutare chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà: in vari quartieri, città, piccoli comuni in Italia è possibile, quando si va a fare la spesa, decidere di donare alcuni prodotti che saranno poi consegnati ai più bisognosi e alle persone più fragili.

E non solo: pacchi di pasta, bottiglie di pomodoro, pane, frutta e verdura davanti anche nel mezzo di una piazza. In fila, una serie di pacchi di pasta sono stati trovati sul muretto di piazza dell’Alberone, lungo la via Appia Nuova, a Roma.

“Se avete bisogno prendete pure. Forza Italia”, si legge su un foglio. E, poco più in là: “Se ne hai bisogno, prendila è gratis”.

Un’iniziativa dei cittadini del quartiere per aiutare le famiglie in difficoltà, alle prese con le necessità primarie.

Avanti tutta, con questa empatia è più facile sperare nel bello!

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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