Dal mare alla casa, questi volontari trasformano i rifiuti marini in oggetti di design

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Nel tentativo di combattere il problema della plastica negli oceani,  questa start-up giapponese trasforma i rifiuti raccolti sulle spiagge in coloratissimi vassoi di design.  

Un gruppo di volontari di Techno-Labo ha avviato il progetto Plas+tech. nato per trasformare i rifiuti marini in oggetti utili alla società e  che possano durare nel tempo.

Da carcasse abbandonate sulle rive del mare a deliziosi oggetti per la casa: è il progetto dell’azienda Techno-Labo, che ha creato “reBirth”, una linea di decorazioni casalinghe di più forme e dimensioni.

Questi oggetti sfruttano le caratteristiche della plastica – come la resistenza – ma appaiono belli come dei manufatti in vetro. Per fare un singolo pezzo vengono utilizzati circa 60 grammi di detriti marini.

I rifiuti vengono quindi triturati, fusi e poi pressati con un apposito macchinario e modellati. Il prodotto finale è quindi realizzato anche a mano e non solo utilizzando la pressa.

Concettualmente un oggetto di plastica rimanda alla produzione “di massa” e stereotipata, ma la “rinascita” di questi rifiuti è un vero e proprio prodotto artigianale. La tecnica di produzione di reBirth mantiene un margine di casualità che consente a ogni pezzo di essere unico e irripetibile in termini di forma e design.  

L’aspetto di ogni prodotto varia a seconda delle caratteristiche peculiari dei rifiuti raccolti e dalla fantasia del creatore. Ogni piatto quindi presenta la particolare trama della plastica. 

Il team di Techno-Labo ha mirato a superare la concezione “usa e getta” (tipica di alcuni prodotti di plastica) per sviluppare prodotti in grado di durare nel tempo, utilizzabili a lungo e che portino un messaggio di rispetto per l’ambiente e nello specifico il mare. 

Di solito realizziamo prodotti in plastica con il metodo dello stampaggio a iniezione. Circa un anno fa, i rifiuti marini sono diventati un argomento scottante all’interno della nostra azienda e abbiamo discusso su come riciclarli. Nella discussione è emersa un’opinione secondo cui “Voglio creare un prodotto che mostri le caratteristiche (= colore) del prodotto originale prima del riciclaggio, piuttosto che cambiare la plastica dell’oceano in qualcosa di completamente diverso

scrive l’azienda. 

Techno-Labo ha mirato a sviluppare prodotti in plastica che le persone vorrebbero utilizzare a lungo e spera di essere d’esempio per altre realtà. 

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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