Addio Sergio Catalan, l’uomo che fece 120 km a cavallo per salvare i rugbisti sopravvissuti allo schianto aereo

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E’ morto all’età di 91 anni Sergio Catalan, il mulattiere cileno che riuscì a salvare i 16 rugbisti sopravvissuti al famoso disastro aereo delle Ande.

Forse il nome di Sergio Catalan non vi dirà nulla, eppure questo mulattiere cileno è degno di essere ricordato per un gesto eroico compiuto ormai 47 anni fa. Fu lui che trovò ancora in vita i due rugbisti Roberto Canessa e Fernando Parrado, superstiti della cosiddetta tragedia delle Ande e, sapendo che non li stavano più cercando, decise di fare di tutto per aiutarli.

Ma ricapitoliamo per bene la storia di cui Sergio fu protagonista. Il 13 ottobre 1972, un Fairchild F-227 bimotore dell’Aeronautica Militare che trasportava la delegazione di un club di rugby si schiantò sulle Ande con 45 persone a bordo.

Un errore di calcolo fu alla base dell’incidente: l’ala sinistra dell’aereo si schianto sul fianco della montagna e si staccò, tirando già due membri dell’equipaggio e tre passeggeri. Subito dopo il velivolo perse anche l’altra ala mentre il resto della fusoliera cadde su una montagna e scivolò giù per il pendio fino a fermarsi a valle, a circa 3.500 m di altitudine.

In quel momento, incredibilmente, c’erano ancora 32 sopravvissuti, anche se molti erano gravemente feriti. Dopo 72 giorni sulla montagna, i sopravvissuti scesero a 16 (bilancio finale di questa tragedia).

Secondo le ricostruzioni, tre dei sopravvissuti, Roberto Canessa, Fernando Parrado e Antonio Vizintín , andarono in cerca di aiuto ma dopo aver camminato molto, il terzo tornò sul luogo del disastro aereo mentre gli altri due continuarono la marcia. È così che dopo 10 giorni di cammino incontrarono, nel dicembre 1972, ben 72 giorni dopo il giorno dell’incidente, un mulattiere.

Era proprio Sergio Catalan che viveva nella città di San Fernando, nella regione di O’Higgins. L’uomo una volta capito di chi si trattava non ha esitato a percorrere chilometri e chilometri a cavallo pur di chiedere aiuto. È stato grazie a lui quindi che le 16 persone sopravvissute sono state messe in salvo.

I sopravvissuti e Sergio dopo aver vissuto questa esperienza insieme hanno sempre mantenuto i contatti, si sono visti più volte, anche l’anno scorso in occasione dei 90 anni del mulattiere.

Lo scorso dicembre, Gustavo Zerbino, un altro dei rugbisti ha pubblicato un significativo messaggio di gratitudine su Twitter.

 

C’è quindi ora grande commozione per la perdita di questo uomo coraggioso che ha fatto la differenza per tante famiglia!

Fonte: El Pais

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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