isidro baldenegro lopez

Addio a due difensori dell’ambiente, Laura Leonor Vásquez Pineda e Isidro Baldenegro López, uccisi negli ultimi giorni. López aveva vinto il Goldman Prize nel 2005.

A pochi mesi dall’uccisione di Berta Cecares ecco un secondo caso di assassinio per uno dei vincitori del riconoscimento che premia l’impegno per l’ambiente. Chi si trova in una situazione di rischio ha il coraggio di difendere le proprie terre fino alla morte.

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López era un attivista messicano che aveva condotto una vera e propria crociata contro il disboscamento illegale e i taglialegna di frodo che stavano distruggendo le foreste. Si tratta del secondo vincitore del Goldman Prize ucciso in meno di 12 mesi.

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Era un contadino leader della comunità indigena dei Tarahumara nel nord della regione messicana della Sierra Madre. È morto il 15 gennaio 2017, colpito da un proiettile mentre si trovava a casa di un parente. Aveva dedicato la sua vita alla difesa non-violenta delle foreste.

Berta Cecares, che aveva vinto il Goldman Prize nel 2015, è stata uccisa a marzo 2016 dopo anni di minacce di morte e intimidazioni per via delle sue campagne contro i finanziamenti per la costruzione, in Honduras, di dighe idroelettriche pericolose per l’ambiente.

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Ora la speranza è che le autorità messicane possano intervenire per punire i colpevoli della morte di Isidro Baldenegro López. La Goldman Environmental Foundation ha pubblicato un pensiero in sua memoria per ricordare la sua lunga resistenza non-violenta.

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In Guatemala è stata assassinata anche Laura Leonor Vásquez Pineda, morta per il suo impegno ‘scomodo’ nel difendere il territorio. La notte del 16 gennaio 2017 soggetti non identificati hanno fatto irruzione nella sua casa e l’hanno uccisa. Il cadavere mostrava ferite da arma da fuoco sulla testa.

Nel 2013 era stata arrestata e incarcerata per essersi opposta in una protesta pacifica al progetto della costruzione delle nuove miniere di San Rafael. Per la sua volontà di difendere l’ambiente ha trascorso 7 mesi in prigione.

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I nuovi omicidi fanno comprendere quanto in alcune zone del mondo sia pericoloso lottare per la difesa dell’ambiente, anche se in modo pacifico. Ora gli attivisti del Guatemala esprimono solidarietà alla famiglia della donna e sperano che il Governo possa indagare al meglio per individuare i colpevoli della sua morte.

I criminali non dovranno restare impuniti. La preoccupazione è che, come nel caso di Berta Cecares, altri attivisti per la difesa dell’ambiente vengano uccisi secondo uno schema che si ripete. Per questo i gruppi ambientalisti del Sudamerica si schierano al fianco delle vittime, sperano nell’individuazione degli assassini ma non rinunceranno a lottare per proteggere le proprie terre.

Marta Albè

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