Valle dei Cavalieri: così il borgo di Succiso è stato salvato dallo spopolamento

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Immaginate di alzarvi una mattina e di essere un fornaio, quella seguente un ristoratore, quella dopo ancora un produttore locale. Non siamo in una favola ma a Succiso, in Emilia Romagna.

Un paese sopravvissuto allo spopolamento grazie alla Cooperativa comunità "Valle dei Cavalieri" che oggi è diventata un modello contro lo spopolamento, studiato in tutto il mondo.

"L'idea che ci ha portato alla costituzione della cooperativa, dove l'associazione da parte delle persone è volontaria e la proprietà è comune, è stata quella di reagire all'insostenibilità economica di singole attività e all'assenza di servizi di interesse generale con una risposta collettiva che coinvolgesse tutti i residenti del paese", si legge sul sito web.

A Succiso i residenti sono 65, la metà sono soci della Cooperativa che grazie a un lavoro di squadra, riesce a rispondere ai bisogni della collettività. Laddove le saracinesche erano state abbassate, le case svuotate e le vie abbandonate, cresce e vive adesso una comunità fiorente che offre percorsi economici virtuosi e crea occupazione con effetti positivi sui cittadini e sul territorio stesso. Una storia a lieto fine insomma.

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La nascita della Cooperativa Valle dei Cavalieri

La storia inizia nei primi anni Novanta, quando a Succiso chiude l’unico bar del paese, poco tempo prima era toccato alla bottega. Senza alcuna forza economica, un piccolo borgo è destinato a morire ed inevitabilmente allo spopolamento.

È in quel momento che i ragazzi della proloco decidono di costituire la Cooperativa Valle dei Cavalieri, nome ripreso dalla zona geografica in cui sorge Succiso.

Inizia così l’avventura, con i primi investimenti viene sistemata la scuola elementare prima inagibile, poi una dopo l’altra tornano le insegne del bar, delle bottega e via dicendo, fino alla creazione di un vero e proprio agriturismo che oggi ospita oltre 10mila turisti l’anno.

In collaborazione con altre realtà locali, tra cui l’associazione Altri passi, ci sono poi escursioni, trekking e attività sportive. Attualmente, il fatturato della Valle dei Cavalieri si aggira intorno ai 700mila euro e in 20 anni sono stati investiti 1,5 milioni di euro.

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Ai 33 soci si uniscono 7 dipendenti fissi con uno stipendio di circa mille euro al mese e altri stagionali. La forza della cooperativa è proprio quella di essere interscambiabili, perché ognuno sa fare diverse cose.

C’è ad esempio chi accompagna con il minibus i bambini a scuola e poi con lo stesso mezzo svolge commissioni per gli altri abitanti, chi prepara il pranzo all’agriturismo e poi accudisce gli animali.

Insomma una versatilità che sostenta un paese.

Dominella Trunfio

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