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Una donna nata e cresciuta in un contesto difficile, che per dodici anni non ha fatto altro che entrare e uscire dal carcere, è diventata l'angelo custode di detenute e senzatetto: attraverso una no-profit, Kim Carter offre la possibilità di un nuovo inizio a donne che, come è accaduto a lei in un passato non troppo lontano, hanno perso tutto e non hanno i mezzi e le risorse per ricominciare.

Siamo in California, nella contea di San Bernardino. Kim Carter racconta che, da bambina, giocava in mezzo alle siringhe. Il suo primo incontro con l'alcol è avvenuto quando aveva appena cinque anni, mentre a diciassette era già in balia delle droghe pesanti. Una volta entrata nel tunnel della tossicodipendenza, ha iniziato a vivere di espedienti, spesso di prostituzione, senza punti di riferimento e senza avere una famiglia o un tetto a cui fare ritorno.

A ventuno anni ha avuto una bambina, ma è riuscita a mantenerne la custodia solo per sei mesi. All'epoca, infatti, la sua esistenza era un alternarsi continuo di strada e carcere, un circolo vizioso che sembrava averla inghiottita per sempre. Fino a quando, nel 1993, proprio mentre era in carcere, ha avuto la possibilità di usufruire di un programma di riabilitazione ed è finalmente riuscita ad uscire dal tunnel, rimettendo in piedi la propria vita e recuperando, poco a poco, anche un rapporto con la sua bambina.

Quasi dieci anni più tardi, nel 2002, Carter ha creato la Time for Change Foundation, per aiutare le donne senzatetto, nella maggior parte dei casi delle ex-detenute, a rifarsi una vita. Una volta uscite dal carcere, infatti, molte donne si ritrovano nelle stesse condizioni di isolamento, disagio e povertà in cui versavano prima dell'arresto e, senza denaro, senza appoggi, senza un posto dove andare, senza mezzi per ricominciare, rischiano di finire di nuovo in strada, esposte al crimine e allo sfruttamento.

La Time for Change Foundation cerca di rompere questo circolo vizioso, intervenendo al momento stesso dell’uscita dai penitenziari e offrendo alloggio, consulenza, formazione lavorativa e servizi che aiutino le madri a recuperare un rapporto con i propri figli. L'obiettivo è rendere queste donne indipendenti ed autosufficienti, in grado di ricostruirsi una vita e di viverla dignitosamente.

Dal 2002 ad oggi, l'associazione fondata da Carter ha aiutato oltre 800 donne: non solo ex-detenute, ma anche ragazze e giovani madri ritrovatesi all’improvviso senza casa e senza aiuti e costrette a vivere in strada o in alloggi di fortuna.

“Definisco le donne e i bambini senzatetto ‘persone invisibili’, perché sono persone che facciamo finta di non vedere.” – spiega in proposito Carter“Ma io li vedo. E so che c’è qualcosa che possiamo fare per aiutarli.”

Per l'impegno profuso nella sua Fondazione e per aver migliorato la vita a centinaia di donne, Kim Carter è stata inserita dalla CNN nella Top 10 dei finalisti del premio Hero of the Year: tutti i candidati potranno essere votati sul sito del network entro il prossimo 15 novembre; il vincitore verrà proclamato il prossimo 6 dicembre.

Lisa Vagnozzi

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