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La terra non è solo un bene materiale che genera ricchezza, ma è portatrice di un valore simbolico molto più importante: può diventare un’occasione di riscatto e di rivincita, soprattutto per le donne.

È il messaggio emerso dalla tavola tutta al femminile riunita per l’evento "Donne di Terra", organizzato da Alce Nero, marchio che raccoglie oltre mille agricoltori e apicoltori biologici, col patrocinio dell’università Alma Mater Studiorum.

A spiegare come un legame fertile tra il sentire e il fare diventi seme di un cambiamento (realizzato o ancora da realizzare), sono state due testimonial d’eccezione: la vicepresidentessa del Perù, Marisol Espinoza Cruz e la presidentessa della cooperativa serbo-bosniaca “Insieme”, Rada Zarkovic.

donne di terra

 

Le due protagoniste hanno regalato al pubblico le loro diversissime esperienze, testimoniando quanto il contributo delle donne che lavorano a contatto con la “Madre Terra” abbia trasformato la loro società.

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Come è accaduto in Perù, dove le donne sono riuscite a farsi spazio nella società proprio grazie all’agricoltura. Qui sono diventate il baluardo dell’agricoltura biologica, affermando la loro leadership in fatto di sicurezza alimentare come protagoniste del passaggio dalla coltivazione di cocaina a quella di zucchero di canna biologico e fair trade. Un cambiamento davvero straordinario nel tessuto sociale ed economico del Paese sudamericano.

"Le donne in Perù oggi sono le custodi della biodiversità, dei boschi, dell'ambiente e le promotrici di un'agricoltura biologica. Sono loro che difendono la terra, anche in termini di proprietà", ha spiegato La prima vicepresidente donna della Repubblica del Perù.

È una storia fatta di pace e marmellate, invece, quella di Rada Zarkovic, che da 12 anni, lavora insieme ad altre donne, sia musulmane che cristiano-ortodosse, in una cooperativa agricola per la lavorazione di lamponi e altri piccoli frutti a Bratunac, a 11 chilometri da Srebrenica, teatro del tristemente noto massacro dell'11 luglio 1995.

frutti di pace

È una donna decisa e forte Rada, che, stufa dello sguardo compassionevole, afferma a gran voce la dignità del proprio popolo. E chiede di guardare quello che la sua cooperativa sta producendo, giudicando solo la qualità del prodotto, nato dallo sforzo quotidiano e generato da una terra che a causa della guerra ha riposato per anni.

Ed è proprio così fanno da sempre le donne nel mondo. Si risollevano, generano vita. E con le loro azioni concrete cambiano, e cambieranno, il mondo, con l'aiuto della fertile terra.

Filomena Casciani

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