Darlene Arviso: l'instancabile nonna che ogni giorno rifornisce 250 famiglie Navajo senza acqua (FOTO)

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Avere ogni giorno a disposizione acqua per bere o lavarsi non è per nulla scontato: lo dimostra la storia di Darlene Arviso, la "signora dell'acqua", una donna instancabile che ogni mese percorre centinaia di chilometri per distribuire questo bene prezioso a 250 abitazioni che ne sono sprovviste. Non accade in Africa, come saremmo istintivamente portati a supporre, ma nel New Mexico, in un angolo sperduto degli Stati Uniti abitato da nativi americani: i Navajo.

La Navajo Nation è la riserva indiana più grande degli Stati Uniti, situata nel nord-ovest del New Mexico, al confine con l'Arizona. Si tratta di un'area spesso colpita da violente ondate di siccità e nella quale vive il 58% dei Navajo, in abitazioni piuttosto rustiche, spesso non collegate all rete elettrica e al sistema pubblico di distribuzione dell'acqua.

Secondo i dati forniti da DigDeep, una no profit che opera per migliorare le condizioni di vita dei Navajo, il 13% delle case dei nativi non ha accesso ad una fonte di acqua sicura e pulita e non è dotata di un sistema per la gestione delle acque reflue. Gli abitanti della zona conservano l'acqua in barili posti all'esterno delle loro case e ne consumano ogni giorno - per bere, cucinare, pulire e lavarsi -, poco più di ventisei litri a testa, contro i quasi trecentottanta litri dell'Americano medio.

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È in questo contesto che opera Darlene Arviso, un'energica signora di cinquantuno anni, vedova e nonna: per conto della Missione indiana San Bonaventura, da sette anni rifornisce di acqua potabile quasi 250 famiglie in un raggio di circa 100 chilometri, guidando un furgone giallo carico di questo bene prezioso.

"Mi conoscono tutti, qui." – racconta Darlene Arviso"Mi salutano con la mano quando mi vedono arrivare. Mi chiamano 'la signora dell'acqua'."

La Missione indiana San Bonaventura si occupa di raggiungere le famiglie più isolate e indigenti, che non hanno mezzi per spostarsi. Insieme a Dig Deep, sta studiando soluzioni per rendere l'acqua il più possibile accessibile, scavando nuovi pozzi e creando dei sistemi di distribuzione che rendano più agevole anche il lavoro di Arviso, consentendole di effettuare delle fermate intermedie per ricaricare il furgone e, di conseguenza, di raggiungere ogni giorno un maggior numero di persone.

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Per cinque giorni a settimana, Arviso, che al mattino lavora anche come autista di scuolabus, percorre chilometri e chilometri di strada sterrata alla guida del furgone giallo della Missione: ogni famiglia Navajo riceve la sua visita due volte al mese e, ad ogni occasione, vengono riempiti due barili (o contenitori equivalenti) di oltre 200 litri di acqua ciascuno. Si tratta di una quantità minima, è vero, ma indispensabile per garantire la sopravvivenza di una comunità composta da molti anziani e che dispone di scarsissimi mezzi di sostentamento.

Non c'è da stupirsi se, per la popolazione Navajo, Arviso sia una sorta di angelo custode e se la sua apparizione, due volte al mese, sia salutata con grande gioia. E la "signora dell'acqua", consapevole dell'importanza del suo ruolo, non ha nessuna intenzione di fermarsi, nonostante la fatica e i chilometri percorsi.

"Non posso andare in pensione." - ha dichiarato al New York Times - "Se non ci sono io, chi porterà a queste persone la loro acqua? Al momento, io sono tutto quello che hanno."

                                                                                                                Lisa Vagnozzi
                                                                                                         

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La signora che ogni mese rifornisce 250 famiglie che sono senza acqua

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