Rudi Putra, nemico dell'olio di palma, vince il Nobel dell'ambiente (VIDEO)

rudi putra

È indonesiano e da anni lotta contro il disboscamento illegale e il massacro delle foreste collegati alla produzione di dannoso olio di palma. Per questo ha vinto il premio più prestigioso al mondo per l'attivismo ambientale. Si chiama Rudi Putra, un biologo di Sumatra, della provincia di Aceh, ed è stato onorato con il Goldman Environmental Prize, il cosiddetto Nobel dell'ambiente, per la categoria "Isole e nazioni insulari".

Giunto alla 25ima edizione, il Premio riconosce annualmente sei degli eroi ambientali più coraggiosi del mondo, che spesso vanno incontro a grandi rischi personali per proteggere e migliorare l'ambiente naturale. Grazie all'onorificenza il leader del gruppo Leuser Forum Conservation, che è riuscito a fare abbattere 26 piantagioni clandestine del Nord Sumatra, rallentando la deforestazione e ripristinando habitat vitali per orangutan e rinoceronti in pericolo di estinzione, riceverà 175 mila dollari di finanziamenti per sostenere i suoi sforzi di conservazione.

Li investirà per evitare che 4 milioni di ettari di foresta vengono abbattuti ogni anno. Come? Con il suo innovativo approccio: invece di pressare direttamente il governo locale, Putra ha iniziato a educare le comunità locali sulla portata del problema del disboscamento illegale, che minaccia la vita non solo della fauna selvatica, ma anche della popolazione di Sumatra. Per farlo ha creato una catena di a partire dai membri della comunità, per poi arrivare gradualmente a includere burocrati e forze di polizia.

Con il tempo, Putra è riuscito così a incontrare proprio i proprietari delle piantagioni faccia a faccia per convincerli a chiudere. Ad oggi ha ripristinato con successo 1.200 acri di habitat ed eliminato 26 piantagioni di olio di palma illegali, di cui 24 sono state chiuse volontariamente dai proprietari; gli altri due proprietari delle piantagioni, che si rifiutavano di chiudere le loro attività illegali, sono stati arrestati dalla polizia. E il Premio Goldman, ora, amplificherà questo sforzo.

Roberta Ragni

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