delaware eolico paga ricerca universitaria

Mentre in Italia si tagliano, contemporaneamente, i fondi per le rinnovabili e quelli per le università, negli Stati Uniti ci sono atenei che fanno da soli e che, vendendo energia eolica, pagano gli assegni di ricerca agli studenti più meritevoli. Succede in Delaware, con una sola turbina da appena 2 MW.

Volere e potere. E guardare avanti è meglio di stare fermi a lamentarsi. Avranno pensato queste due cose i dirigenti della University of Delaware quando, nel 2007, hanno deciso di farsi la propria turbina eolica posizionata non lontano dagli edifici dove si svolgono le lezioni. E ci hanno visto giusto.

La pala eolica, una sola e da 2 MW di potenza, è stata installata e allacciata alla rete elettrica nel 2010. Ha cominciato a produrre energia elettrica rinnovabile e, come tutti i titolari di impianti puliti in America, anche l'università ha potuto pensare di stringere un accordo commerciale di vendita dei crediti di carbonio derivanti dalla produzione dell'elettricità per mettere a frutto nel migliore modo possibile l'investimento.

Dall'altro lato, infatti, la legge americana impone alle grandi aziende e alle amministrazioni pubbliche di coprire almeno parte dei propri consumi con energia proveniente da fonti rinnovabili, acquistando i crediti. Lo abbiamo già visto fare a Google, non molto tempo fa.

A chi vendere i crediti, quindi? Semplice (e a chilometro zero): alla Delaware Municipal Electric Corporation (DEMEC), cioè la municipalizzata locale dell'elettricità. L'accordo, sottoscritto nei giorni scorsi, prevede che DEMEC acquisti l'energia dell'eolico universitario e che i proventi vengano reinvestiti nelle attività della stessa università.

Serviranno a pagare il dottorato di ricerca di un neolaureato con tesi sull'energia eolica, ovviamente. All'University of Delaware sono orgogliosi di quest'accordo con DEMEC e della stessa costruzione della turbina eolica. Sul sito dell'università, infatti, c'è una webcam che mostra in tempo reale la pala eolica in azione e sono stati anche pubblicati due video con il timelaps del cantiere:

Peppe Croce

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