I vermi martello invasivi stanno iniziando a conquistare anche l’Italia, perché dobbiamo preoccuparci

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Una nuova specie di vermi predatori, individuata in Francia e in Italia, rappresenta una grave minaccia per gli ecosistemi di questi territori

Le sue dimensioni sono irrisorie, ma la sua pericolosità non è da sottovalutare: stiamo parlando del verme martello, chiamato così per la bizzarra forma della sua testa. La sua pericolosità dipende dal fatto che si tratta di una specie invasiva non endemica dei territori europei ed africani dove è stato avvistato: come ogni specie “aliena”, anche il verme martello ha il potenziale per invadere il nuovo ecosistema e danneggiarlo gravemente, se non anche distruggerlo.

Cosa sono i vermi martello

Ma andiamo con ordine. I primi esemplari di questo animale osservati in Europa sono stati descritti solo due anni fa da un team di biologi francesi – e ciò è piuttosto strano, visto che la biodiversità del nostro continente è ben nota nella letteratura scientifica, mentre questo animale non aveva ancora un nome.

Si tratta di un verme predatore caratterizzato da una forma particolare della testa – tratto che lo aiuta a strisciare meglio all’inseguimento delle sue prede (generalmente vermi più piccoli o molluschi). Un’altra specie di verme martello (Diversibipalium mayottensis) è stata invece isolata e analizzata nell’arcipelago francese delle Mayotte, nell’Oceano Indiano.

In entrambi i casi si tratta di animali non originari dei territori in cui sono stati studiati dagli scienziati, ma che hanno invaso già territori che non gli sono familiari – e non è la prima volta che si verifica questo fenomeno. Altre specie di vermi martello descritte nell’ultimo decennio provengono dall’Asia ma sono state osservate e studiate per la prima volta quando avevano già “colonizzato” gli Stati Uniti.

I vermi martello in Europa (e in Italia)

La specie scoperta in Europa è stata ribattezzata Humbertium covidum, visto che l’osservazione dell’animale ha coinciso con il periodo del lockdown legato alla pandemia – periodo che, tra le altre cose, ha reso particolarmente difficili anche i lavori di analisi e le indagini sul campo. Diversi esemplari sono stati individuati in territorio francese (sui Pirenei Atlantici), ma anche nel nostro Veneto: come si vede dall’immagine qui sotto, si tratta di un verme di dimensioni contenute (lungo circa 3 cm) che presenta un colorito nero uniforme e la caratteristica forma a martello della testa.

@ PeerJ

Da dove arrivano

Ma da dove arrivano questi vermi “alieni” e, soprattutto, come raggiungono territori che non gli sono congeniali? Come sappiamo, i vermi vivono nel terreno, e pertanto non deve sorprenderci il fatto che essi viaggino in tutto il mondo al seguito di piante in vaso che, grazie alla globalizzazione, raggiungono ogni angolo del Pianeta.

Secondo le indagini degli scienziati, la specie scoperta in Europa (Humbertium covidum) dovrebbe provenire dall’Asia, mentre quella scoperta nell’Oceano Indiano (Diversibipalium mayottensis) potrebbe essere stata importata dal Madagascar – in questo secondo caso, il trasferimento potrebbe essere avvenuto molto tempo fa, forse anche secoli fa, tramite scambi tradizionali tra le isole di questa parte dell’Africa.

Perché preoccuparci

In ogni caso, l’arrivo di queste nuove specie è tutt’altro che una buona notizia: secondo alcuni studi, infatti, basta una singola specie invasiva di vermi per compromettere moltissimo la biodiversità endemica di un territorio, poiché i nuovi predatori finiscono per distruggere l’equilibrio ecologico delle specie già presenti.

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Fonte: PeerJ

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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