Vaquita: possiamo ancora salvare gli ultimi 10 esemplari del mondo, lo studio

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La focena del Golfo del Messico è in uno stato di conservazione critico, tuttavia il mammifero marino potrebbe non estinguersi secondo i dati di una recente ricerca scientifica. Al mondo rimangono comunque 10 esemplari di Phocoena sinus confinati nel loro microhabitat

La vaquita Phocoena sinus o focena del Golfo di California è il più piccolo mammifero marino del mondo, ma è anche una specie fortemente minacciata dall’estinzione. Non a caso la vaquita è stata soprannominata “panda marino”.

Già nel 2019 si contavano solamente 10 esemplari in Messico, 12 in meno rispetto al 2018. Ricercatori di tutto il mondo temevano infatti che questo cetaceo sarebbe scomparso in breve tempo, forse nel giro di un anno, nonostante gli sforzi di conservazione della specie da parte di molte ONG internazionali, tra cui Sea Shepherd.

La principale causa del declino delle popolazioni di vaquita sono le reti da posta illegali lanciate dai pescatori nell’habitat delle focene. Ogni anno anche razze, squali, pesci e tartarughe marine finiscono intrappolati in queste, divincolandosi invano.

Sebben il Messico abbia vietato questo tipo di reti nella riserva dove nuotano le ultime vaquite del mondo, la pratica illegale non è affatto scomparsa. La preoccupazione per questo mammifero marina rimane perciò alta.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Science ha però riacceso le speranze di salvare in extremis questa specie dal baratro dell’estinzione. I ricercatori Barbara Taylor e Lorenzo Rojas-Bracho avevano precedentemente studiato la consanguineità delle focene e la loro genetica per escludere altre cause del loro declino quali, ad esempio, la depressione da consanguineità.

Tra il 1985 e il 2017 gli esperti hanno prelevato campioni di tessuto dai mammiferi marini. Tali campioni sono stati esaminati da un team internazionale di biologi marini che ha analizzato la sequenza del genoma delle vaquita. Le simulazioni in laboratorio hanno confermato che la vaquita può riprendersi geneticamente, se l’attività di pesca illegale viene bloccata.

“Se noi permettiamo a questi animali di sopravvivere, loro faranno il resto. Geneticamente conservano ancora la stessa diversità che li ha fatti prosperare per centinaia di migliaia di anni, fino all’arrivo delle reti da imbrocco”.

ha affermato Jacqueline Robinson, coautrice dello studio.

Nel corso della storia la popolazione di vaquita è sempre stata piuttosto ristretta. È negli ultimi 50 anni che il numero di esemplari è precipitato bruscamente. La genetica lascia tuttavia supporre che il recupero della specie sia più che possibile se anche l’essere umano fa la sua parte.

Fonte: Science

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Laureata in Lingue, attivista e volontaria per i diritti degli animali. Amante della cucina vegetale, di vini rossi e di tutto ciò che profumi di cannella.

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